Gerry Scotti annuncia che le vincite nei suoi programmi “La Ruota della fortuna” e “Chi vuol essere milionario?” saranno erogate in denaro anziché in gettoni d’oro. Una scelta pensata per semplificare la fruizione dei premi e tutelare i concorrenti dalle complicazioni fiscali e dai rischi legati alla conversione dei metalli preziosi, senza modificare l’impegno economico delle case di produzione
Dopo decenni di tradizione basata sui gettoni d’oro, due dei programmi più iconici di Mediaset, “La Ruota della fortuna” e “Chi vuol essere milionario?”, cambiano modalità di erogazione dei premi. A febbraio 2026, il conduttore Gerry Scotti ha annunciato che le vincite saranno corrisposte direttamente in denaro, una decisione che semplifica le procedure per i concorrenti e rende immediatamente disponibili le somme vinte.
Perché si usavano i gettoni d’oro
Fin dagli anni Cinquanta, i programmi televisivi italiani utilizzavano i gettoni d’oro per aggirare una legge che proibiva l’erogazione diretta di denaro ai concorrenti, pena la classificazione dei giochi come azzardo. Solo nel 2018 il TAR del Lazio aveva stabilito che, in presenza di determinate condizioni di trasparenza e selezione dei partecipanti, le vincite potevano essere pagate anche in contanti. Fino a oggi, tuttavia, la scelta era rimasta la regola consolidata: i gettoni d’oro continuavano a essere il mezzo principale di pagamento.
Come funzionavano le vincite in oro
Il sistema era complesso. Una volta stabilito il montepremi, le case di produzione si affidavano a società specializzate nella lavorazione e commercio dell’oro, acquistando gettoni, monete o lingotti al valore stabilito alla data della vincita. La conversione comportava costi aggiuntivi e rischi legati alla volatilità del prezzo dell’oro: se il valore scendeva, il concorrente ci perdeva; se saliva, ci guadagnava. Oltre a questo, le vincite erano soggette a ritenuta d’acconto del 20% e a eventuali imposte specifiche sull’oro, che riducevano ulteriormente l’ammontare effettivo percepito dal vincitore. Alla fine, da una vincita nominale di 100mila euro, il premio reale poteva ridursi a circa 58-60mila euro, tra tasse e commissioni.
Perché il cambiamento
Con la nuova modalità annunciata da Scotti, i premi saranno erogati in denaro liquido, al netto della ritenuta d’acconto del 20%. In questo modo i concorrenti ricevono l’intera somma effettivamente disponibile, senza dover affrontare procedure complesse di conversione, costi aggiuntivi e rischi legati alla fluttuazione del prezzo dell’oro. Per le case di produzione, invece, la spesa rimane sostanzialmente invariata.
Possibili effetti sul settore
Se altri programmi decidessero di seguire l’esempio, le società che trattano oro per le produzioni televisive potrebbero subire una riduzione di commesse e guadagni. Al momento, le trasmissioni di Scotti rappresentano un unicum nel panorama televisivo italiano, mentre gli altri show continuano a utilizzare i gettoni d’oro come metodo tradizionale di pagamento.