Materie prime critiche, la Corte dei conti mette in guardia l'Ue: "Obiettivi 2030 lontani"

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Secondo la Corte di conti europea l'Ue deve fare "molta strada" ancora per raggiungere l'autonomia strategica nell'approvvigionamento delle terre rare, materiali indispensabili per la transizione energetica. La diversificazione dei fornitori non dà risultati, la produzione interna è frenata da strozzature e il riciclaggio resta marginale

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L'Unione europea deve fare "molta strada" ancora per raggiungere l'autonomia strategica nell'approvvigionamento delle terre rare, materiali indispensabili per la transizione energetica. Il nuovo rapporto della Corte dei conti europea, infatti, smorza gli entusiasmi: la diversificazione dei fornitori "non sta producendo risultati tangibili", la produzione interna è frenata da "strozzature" strutturali e il riciclaggio "è ancora agli albori". Di questo passo, gli obiettivi fissati dalla legge Ue sulle materie prime critiche per il 2030 rischiano di restare irraggiungibili, con ripercussioni dirette sugli obiettivi climatici e sul rilancio della competitività. 

Una transizione che dipende da pochi Paesi 

La spinta europea verso le energie rinnovabili si regge su batterie, turbine eoliche e pannelli solari, tutti prodotti che richiedono materie prime essenziali litio, nichel, cobalto, rame e altre terre rare. Oggi, però, la maggior parte di questi materiali proviene da un numero ristretto di Paesi terzi: soprattutto la Cina, ma anche Turchia e Cile. Per ridurre questa vulnerabilità, Bruxelles ha identificato 26 minerali "critici", considerati essenziali per la doppia transizione verde e digitale, da mettere in sicurezza entro il 2030.

Tre strade per la sicurezza dell'approvvigionamento

"Senza materie prime critiche non ci sarà transizione energetica, né competitività, né autonomia strategica. Purtroppo, attualmente dipendiamo in modo pericoloso da una manciata di paesi al di fuori dell'Ue per l'approvvigionamento di questi materiali", ha avvertito Keit Pentus-Rosimannus, membro della Corte dei conti europea responsabile dell'audit. Le strade possibili sono tre: diversificare le importazioni, aumentare la produzione interna e potenziare il riciclaggio. Ma nessuna delle tre, al momento, sembrerebbe avanzare al ritmo necessario.

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Partenariati strategici

Per ridurre la dipendenza dalla Cina - che lo scorso anno ha imposto divieti all'export di alcune terre rare - l'Ue ha siglato 14 partenariati strategici negli ultimi cinque anni. Tuttavia, secondo la Corte, questi accordi "non hanno ancora prodotto risultati tangibili": tra il 2020 e il 2024, le importazioni dai Paesi partner (tra cui Canada, Cile, Namibia, Zambia, Ucraina, Argentina, Australia, Sudafrica, Norvegia, Kazakistan, Uzbekistan) sono addirittura diminuite per metà delle materie prime critiche.

Riciclaggio 

La normativa europea prevede che entro il 2030 almeno il 25% delle materie prime critiche provenga da fonti riciclate. Ma i dati raccolti dalla Corte mostrano un quadro scoraggiante: alla fine del 2024, sette dei 26 materiali strategici presentavano tassi di riciclaggio tra l'1 e il 5%, mentre dieci non venivano riciclati affatto. Inoltre, gli obiettivi fissati dall'Ue sono spesso generici e non specifici per singola materia prima, riducendo gli incentivi a recuperare i materiali più complessi e costosi da trattare.

Un circolo vizioso

La corte europea parla di un possibile "circolo vizioso": la scarsità di materie prime frena lo sviluppo di impianti di lavorazione, e la mancanza di capacità di lavorazione riduce gli incentivi a investire nell'approvvigionamento. Il tutto mentre la Commissione europea si prepara a presentare il suo Industrial Accelerator Act, legge pensata per riunire le esigenze di competitività e transizione verde, che  - come anticipato dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné -  insisterà sulla promozione del "Made in Europe". Senza un'accelerazione sullle materie prime critiche, quindi, l'Ue rischia di non riuscire a produrre autonomamente batterie, turbine e pannelli solari, pilastri della sua strategia energetica.

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