Asta Btp 27 gennaio 2026, rendimento e cedole: cosa sapere

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Aste di fine mese diverse per durate residue, importi emessi, strutture dei rendimenti e finalità di impiego di portafoglio

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Il calendario delle emissioni sovrane del MEF prevede, a fine mese, le ultime tranche di debito pubblico in collocamento. Per chi guarda al reddito fisso può rappresentare un'occasione interessante, purché affrontata con la necessaria consapevolezza: non tutte le obbligazioni, statali o corporate, sono adatte in ogni fase di mercato, ma solo quando si integrano con la propria strategia e con obiettivi di investimento chiari. In particolare, i 3 BTP di fine gennaio sono a cedola fissa 2,20% e a cedola fissa sul capitale rivalutato

Titoli del Tesoro a breve termine: opportunità e limiti

Tra i titoli in arrivo spicca il BTP a cedola fissa del 2,20%, l'unico dei tre in emissione a non prevedere alcuna indicizzazione del capitale. L'emissione e il godimento coincidono il 29 gennaio 2026, mentre la scadenza è fissata al 28 febbraio 2028, per una durata residua di 25 mesi. La cedola annuale, pari al 2,20% lordo, viene corrisposta semestralmente con pagamenti dell'1,10%. Il primo stacco sarà una cedola corta, il 28 febbraio 2026, pari allo 0,179348% del nominale, calcolata su un periodo di 30 giorni rispetto ai 184 di un semestre. Le cedole successive saranno invece piene, con pagamento il 28 febbraio e il 28 agosto di ogni anno. Per valutarne il rendimento reale occorre considerare non solo il tasso nominale, ma anche l'impatto di tasse, costi e inflazione. Sul mercato secondario, titoli MEF con scadenza analoga rendono intorno al 2,2% lordo; assumendo un prezzo di aggiudicazione pari a 100, il ritorno complessivo lordo dello Short Term si attesta attorno al 4,58%. Non si tratta di un rendimento elevato, soprattutto se confrontato con il carovita, ma il titolo si presta bene come parcheggio remunerato della liquidità a breve termine, una sorta di BOT di durata doppia, utile a preservare il potere d’acquisto del capitale fino al 2028.

Il confronto con le alternative più comuni ai BTP brevi aiuta a contestualizzarne l'utilità. Il conto corrente resta la scelta più diffusa tra i risparmiatori retail, spesso per inerzia o per scarsa percezione dell’impatto di tasse e inflazione, ma nella maggior parte dei casi è infruttifero e non protegge il capitale. Il conto deposito offre rendimenti più interessanti, in alcuni casi fino al 3–3,50% lordo sui 24 mesi, senza necessità di dossier titoli né commissioni di compravendita. Tuttavia la tassazione al 26%, la garanzia limitata a 100.000 euro e la frequente presenza di vincoli che impediscono lo svincolo anticipato ne riducono la flessibilità. I fondi monetari, attivi o in versione ETF, rappresentano un compromesso: sono strumenti liquidi e remunerativi, ma soggetti a costi di gestione e tassazione, e quindi più onerosi rispetto ai titoli di Stato.

Obbligazioni di Stato agganciate all’inflazione europea

Accanto al BTP a cedola fissa, il MEF porterà in asta due nuove tranche di BTP€i, titoli indicizzati all'inflazione dell'Eurozona. Si tratta di obbligazioni identiche ai BTP tradizionali per struttura, ma con cedole e capitale rivalutati in base all’indice HICP Eurostat al netto del tabacco. L'obiettivo è proteggere il potere d'acquisto del capitale nel medio-lungo periodo. Le cedole sono fissate in termini nominali, ma vengono calcolate sul capitale via via rivalutato; in caso di deflazione, il valore nominale non scende mai sotto la pari.

i 3 BTP di fine gennaio sono a cedola fissa 2,20% e a cedola fissa sul capitale rivalutato

Il primo dei due titoli è il BTP€i con ISIN IT0005657348, in arrivo con la nona tranche per un importo compreso tra 750 milion e 1 miliardo di euro, più una quota riservata agli specialisti. Emesso il 27 giugno 2025, scade il 15 agosto 2031 e prevede cedole semestrali il 15 febbraio e il 15 agosto, con un tasso annuo dell'1,10%. Sul MOT quota intorno a 100,55, per un rendimento effettivo del 2,99%. Il secondo è il BTP€i con ISIN IT0005647273, alla sua seconda tranche, emesso il 15 novembre 2024 e in scadenza il 15 maggio 2056. Offre una cedola annua del 2,55% e sul mercato passa di mano a circa 103,13, con un rendimento effettivo del 4,35%.

Il calendario operativo prevede la chiusura delle prenotazioni per il pubblico retail il 26 gennaio, seguita dalle aste ordinarie il 27 e da quelle supplementari il 28. Il regolamento per tutti i titoli è fissato al 29 gennaio 2026.

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