Bonus assunzioni 2026 a tempo indeterminato. Le novità per giovani, donne e ZES

Economia
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Introduzione

Da quest’anno, in legge di Bilancio, trova spazio un nuovo esonero contributivo parziale per chi assume giovani, donne e nelle aree della Zona Economica Speciale (ZES) per il Mezzogiorno. L’obiettivo è abbassare il costo del lavoro e favorire anche l’occupazione sicura, con un riguardo particolare verso determinate categorie. Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

La decisione del governo

Come precisato dal governo Meloni già il 2 gennaio 2026, sugli incentivi per l’occupazione di giovani, donne e nelle aree ZES, la legge di Bilancio 2026, ai commi 153, 154 e 155 dell’articolo 1, prevede misure per “incrementare l’occupazione giovanile stabile, favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate e sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica”. Per conoscere i limiti di spesa definitivi e i dettagli più tecnici, però, bisognerà però attendere un apposito decreto ministeriale.

 

Per approfondire:

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Le risorse a disposizione

Si conoscono già i budget stanziati dall'esecutivo.  

 

Come chiarisce il governo stesso, è stata "autorizzata la spesa di:

  • 154 milioni di euro per l’anno 2026,
  • 400 milioni di euro per l’anno 2027 
  • e 271 milioni di euro per l’anno 2028"

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Lo sconto sui contributi per le assunzioni stabili nel 2026

La nuova disciplina, introdotta dal comma 153, stabilisce che, per tutto il 2026, le aziende private che attivano contratti a tempo indeterminato - o che trasformano rapporti a termine già esistenti - possono beneficiare di una riduzione dei contributi previdenziali. Si tratta di uno sgravio parziale che esclude comunque i premi Inail. Restano esclusi da questo specifico beneficio i dirigenti.

Il sostengo alle madri lavoratrici

È stata introdotta anche una nuova misura per le madri. Previsto un esonero dai contributi previdenziali del 100% e un tetto massimo di 8.000 euro all'anno. Per accedere a questo aiuto, la lavoratrice deve avere almeno tre figli, di cui il più piccolo minorenne e deve risultare senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

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La durata dell'incentivo

Ma quanto può durare l’incentivo? Tutto dipende dalla stabilità del contratto offerto dall'azienda:

  • Se l'assunzione è a tempo determinato, lo sconto dura 12 mesi
  • Se un contratto a termine viene trasformato in indeterminato, il beneficio si estende fino a 18 mesi dalla data iniziale del rapporto. 
  • Infine, per chi viene assunto direttamente con un contratto stabile, lo Stato garantisce l'esonero totale per 24 mesi.

Flessibilità e part-time

Lo Stato premia anche le aziende che accetteranno di trasformare un contratto da tempo pieno a tempo parziale, su richiesta di un lavoratore o di una lavoratrice con almeno tre figli conviventi. Se l'orario viene ridotto di almeno il 40%, l'impresa ottiene un esonero contributivo totale fino a un massimo di 3.000 euro annui. Questo beneficio dura 24 mesi e può essere mantenuto finché il figlio più piccolo non compie 10 anni.

 

Ma, per le famiglie con figli con disabilità, il limite dei 10 anni decade, rendendo l'agevolazione permanente finché dura il rapporto di lavoro part-time.

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Le limitazioni

Va però ricordato che questi incentivi, sia quello per le madri che quello per il part-time, non si applicano mai ai rapporti di lavoro domestico o ai contratti di apprendistato. Inoltre, non è possibile sommare questi sconti ad altre riduzioni contributive. Però gli esoneri del 2026 sono cumulabili con la maxi-deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni stabili (prevista dal d.lgs. 216/2023).

 

Il parere degli esperti

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, nella circolare n. 1 del 16 gennaio 2026, ha analizzato alcune delle novità della Manovra, tra cui anche quelle degli incentivi per chi assume donne, giovani e lavoratori nella Zes Unica Mezzogiorno. Viene sottolineata la continuità con gli incentivi già previsti dal cosiddetto Decreto Coesione. E si ricorda che "per poter applicare i bonus assunzioni (giovani, donne svantaggiate e Zes Unica Mezzogiorno), previsti dagli articoli da 153 a 155 della Legge di Bilancio, potrebbe essere necessaria un’interlocuzione con la Commissione Europea al fine di consentire la concessione dell’agevolazione, in conformità alla disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato". 

 

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