Ue, addio alle bustine di ketchup e maionese nei ristoranti: nuove regole imballaggi

Economia

Addio alle bustine di ketchup e maionese nei ristoranti. L'Unione europea ha avviato una revisione profonda delle regole sugli imballaggi. Le aziende dovranno adeguare materiali e processi già da agosto 2026, mentre i divieti sui monodose scatteranno nel 2030

ascolta articolo

Dal 12 agosto 2026 l'Europa avvia una trasformazione profonda nel mondo degli imballaggi. Non sarà ancora il momento di salutare definitivamente le bustine di ketchup e maionese al ristorante, ma da quella data inizierà un percorso irreversibile che porterà al divieto dei formati monodose in plastica entro il 2030. È quanto stabilito dal nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr), in vigore dal febbraio 2025 e destinato a diventare pienamente applicabile in tutti gli Stati membri a partire da agosto.

La data chiave: cosa succede dal 12 agosto 2026

Il 12 agosto segna il passaggio del Regolamento Ue 2025/40 da testo normativo a obbligo operativo per le imprese. Da quel momento scatteranno i primi vincoli concreti, a partire dal divieto di immettere sul mercato imballaggi destinati al contatto con gli alimenti che superino le nuove soglie di Pfas (sostanze perfluoroalchiliche).

Le bustine non spariranno immediatamente, ma da questa data inizierà il vero conto alla rovescia: i produttori dovranno adeguare materiali e formati.

Pfas e riciclo: i primi obblighi immediati

La prima barriera che entrerà in vigore è quella sui Pfas. Molti imballaggi alimentari, dalle carte oleate alle plastiche delle bustine, utilizzano queste sostanze per garantire impermeabilità a oli e liquidi. Dal 12 agosto 2026, se un imballaggio supera i limiti fissati dal regolamento, diventa automaticamente illegale.

In pratica, i produttori non potranno più acquistare materiali "economici" contenenti Pfas: dovranno passare a soluzioni alternative, più costose ma conformi. Per bar e ristoranti le bustine sembreranno identiche, ma saranno realizzate con materiali completamente diversi.

Sempre da agosto scatteranno anche nuovi obblighi di etichettatura. Ogni imballaggio dovrà riportare indicazioni chiare e armonizzate a livello Ue su come smaltirlo correttamente. Senza queste informazioni, il prodotto non potrà essere venduto.

Cosa cambia per le aziende

Per l'industria, agosto 2026 rappresenta il momento in cui diventa economicamente inutile investire ancora nei formati monodose in plastica. È l'inizio del disinvestimento: se una macchina confezionatrice si rompe, non verrà sostituita, perché il formato sarà vietato entro quattro anni. 

Ketchup, olio, shampoo: il calendario dei divieti

L'impatto più visibile per i consumatori arriverà dal 1° gennaio 2030. L'articolo 25 del regolamento vieta l'immissione sul mercato di imballaggi monouso in plastica per: condimenti, conserve, salse, crema per il caffè e zucchero nel settore Horeca (hotel, ristoranti e catering); prodotti cosmetici e da bagno in formato mini negli alberghi (flaconcini sotto i 50 ml); frutta e verdura fresca confezionate in plastica sotto 1,5 kg.

L'obiettivo è quello di ridurre i rifiuti di imballaggio del 5% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2018, per arrivare al -15% entro il 2040. Le bustine monodose, difficili da riciclare e spesso disperse nell'ambiente, infatti, sono tra i principali bersagli della strategia europea, che punta a favorire il riutilizzo e i formati ricaricabili.

Le alternative per bar e ristoranti

Cosa sostituirà le bustine? Il regolamento indirizza il settore verso soluzioni di riempimento e riutilizzo. I ristoranti dovranno adottare dispenser ricaricabili o contenitori in materiali alternativi alla plastica, come carta riciclabile. 

Entro il 12 febbraio 2028, inoltre, gli operatori Horeca dovranno offrire ai clienti la possibilità di acquistare cibi e bevande da asporto in contenitori riutilizzabili o portati da casa, senza sovrapprezzi e, in alcuni casi, a un prezzo inferiore.

Le aziende hanno quindi quattro anni per riprogettare servizi e forniture. Chi non rispetterà le scadenze rischierà sanzioni significative, inclusa l'esclusione dal mercato unico. 

Potrebbe interessarti

Imballaggio farmaci, nuove norme Ue: in Italia a rischio competitività

Economia: I più letti