Prada verso l'acquisto di Versace: accordo da 1,5 miliardi tra colossi della moda

Economia
Irene Elisei

Irene Elisei

Potrebbe chiudersi entro la fine di marzo l’accordo miliardario per l’acquisizione da parte di Prada del gruppo Versace. In scia alla notizia, sulla Borsa di Hong Kong Prada è arrivata a guadagnare questa mattina il 3%

ascolta articolo

È un matrimonio storico e miliardario quello che potrebbe essere celebrato entro la fine del mese nel mondo della moda e del lusso. Prada, il gruppo guidato da Miuccia Prada e dal presidente Patrizio Bertelli, avrebbe infatti accelerato l’iter che dovrebbe portare all’acquisizione della maison fondata da Gianni Versace.

 

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

 

L’indiscrezione - rilanciata da Bloomberg e prima ancora avanzata dal quotidiano francese Les Echos - riporta la cifra di 1 miliardo e 500 milioni di euro, tanto sarebbe valutata la casa di moda italiana. A vendere Versace, se l’accordo andrà in porto, sarà Capri Holdings e cioè il colosso americano che a sua volta acquistò il gioiello italiano della moda nel 2018 pagandolo 1 miliardo e 800 milioni di euro. Stando così le cose Capri, che possiede altri noti marchi tra cui Michael Kors e Jimmy Choo, sembrerebbe disposta a chiudere con una importante minusvalenza. Perché? La holding avrebbe inizialmente chiesto 3 miliardi di euro per vendere Versace, lo scorso autunno però un tribunale statunitense le ha rotto le uova nel paniere bloccando la fusione con la rivale Tapestry (valore stimato per 8,5 miliardi di dollari). Questo, legato ad un contesto di mercato per il lusso molto cambiato negli ultimi anni, avrebbe portato il gruppo Usa a rivedere al ribasso la cifra per la quale oggi sarebbe disposta a vendere Versace e ad accelerare i tempi di chiusura dell’accordo.

 

LE FINALITÀ DELL’OPERAZIONE

 

L’obiettivo del deal per Prada, gruppo che da un biennio è sotto la guida operativa dall’amministratore delegato Andrea Guerra, sarebbe quello di creare un polo del lusso capace di competere con colossi del calibro di Lvmh e Kering. Insomma, la fase di consolidamento che sta avvenendo nel settore bancario interessa anche il mondo della moda chiamata a competere in un contesto di mercato nel quale la sfida si giocherà sì sull’eccellenza dei prodotti ma dovrà anche accompagnarsi a dimensioni aziendali più grandi e capaci di giocare su nuove leve di competitività.

Si tratterebbe, peraltro, di una operazione finanziaria che darebbe un segnale nuovo. Dopo anni trascorsi a riportare di marchi della moda nostrani passati in mani straniere (l’ultima operazione in ordine di tempo è avvenuta lo scorso ottobre con il rafforzamento di Lvmh nel capitale di Moncler come primo azionista), questo accordo andrebbe nella direzione opposta e unirebbe due dei marchi italiani più iconici tra i brand del lusso.

 

PRADA, DOMANI IL BILANCIO 2024

 

Mentre dai diretti interessati non arrivano conferme, semmai “no comment” e qualche parziale smentita nei giorni scorsi, il mercato inizia a dare la sua lettura. Prada è quotata sulla borsa di Hong Kong e questa mattina ha sovraperformato il listino di riferimento, cioè ha guadagnato molto di più ed ha chiuso la seduta con un rialzo di quasi il 3,5%. Il titolo che in borsa vale circa 22 miliardi di euro ha così recuperato ampiamente i cali di venerdì scorso. È il classico apprezzamento che nel gergo finanziario si definisce “buy the rumors”: chi ha acquistato oggi il titolo in borsa ha fatto cioè la sua scommessa ed è pronto a credere nel

buon esito dell’accordo. Non solo, si è comprato anche sull’attesa dei risultati di bilancio che domani Prada comunicherà relativamente al 2024: si attendono risultati solidi nonostante il rallentamento del settore e una cassa ancora opulenta per circa 450 milioni di euro, liquidità che potrebbe essere impiegata proprio per operazioni di M&A (cioè, per fusioni e acquisizioni).

Economia: I più letti