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Donne, figli e lavoro: i dati Inps e Istat
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Introduzione
L’Inps ha aggiornato il valore degli importi mensili dell’assegno di maternità concesso dai Comuni per il 2025, insieme alla soglia dell’Isee entro cui scatta il diritto a beneficiarne. Ecco tutto quello che c’è da sapere e come fare per richiedere l’aiuto pensato per determinate categorie di madri.
Quello che devi sapere
Assegno di maternità dei Comuni 2025, la soglia Isee
- L'assegno di maternità di base, anche detto "assegno di maternità dei comuni", è una prestazione assistenziale concessa dai comuni e pagata dall'INPS e spetta solo entro determinati limiti di reddito. Con la circolare n. 45 del 19 febbraio, l’Inps ha diffuso i nuovi parametri Isee che danno accesso all’assegno di maternità, sulla base della variazione nella media 2024 dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (calcolato con le esclusioni di cui alla legge n. 81 del 5 febbraio 1992). Il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente da tenere presente per il 2025, specifica l’Istituto nazionale di previdenza sociale, “deve essere non superiore a 20.382,90 euro”. Lo scorso anno la soglia massima era fissata a 20.221,13 euro.
Per approfondire: Bonus mamme lavoratrici 2025, a chi spetta e qual è il nuovo limite di reddito. Le novità
L’importo dell’assegno di maternità 2025
- Per quanto riguarda l’importo mensile dell’assegno, si legge nella circolare che – se spetta in misura intera – per quest’anno è “pari a 407,40 euro per cinque mensilità”. Si tratta quindi complessivamente di 2.037,00 euro. Rispetto allo scorso anno c’è stato un aumento, seppur irrisorio: poco meno di 3 euro su base mensile, che all’anno toccano quasi quota 17 euro. Nel 2024 l’importo al mese era di 404,17 euro, mentre il massimo annuale era di 2.020,85 euro.
Per approfondire: Assegno unico 2025, scadenza per rinnovare l’Isee e rischio importo minimo: cosa sapere
Che cos’è l’assegno di maternità di base concesso dai Comuni
- L'assegno di maternità di base, anche detto assegno di maternità dei Comuni, è una prestazione assistenziale che viene concessa dai Comuni ma che è pagata direttamente dall'Inps, secondo quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo n. 51 del 26 marzo 2001
Chi ha diritto all’assegno di maternità di base
- Il diritto all’assegno scatta “nei casi di parto, adozione o affidamento preadottivo”, verificatisi dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.
- Spetta ai cittadini residenti italiani, ai cittadini comunitari e ai cittadini stranieri in possesso di titolo di soggiorno. Per la specifica della tipologia di permesso di soggiorno utile per la concessione del beneficio è necessario rivolgersi agli uffici del proprio Comune di residenza.
- Per riceverlo, i richiedenti non devono avere alcuna copertura previdenziale (oppure devono averla entro un determinato importo fissato annualmente). Significa che spetta alle madri disoccupate, in generale a quelle a cui non spettano altri tipi di indennità e a quelle occupate che hanno però un'indennità dal valore inferiore alla quota dell'assegno (in questi casi scatta solamente il differenziale).
- Non solo: non devono beneficiare di altro assegno di maternità Inps (ai sensi della legge n. 488 del 23 dicembre 1999)
Come fare domanda per l’assegno
- Per incassare l’aiuto bisogna presentare domanda al Comune di residenza, a cui spetta poi il compito di verificare la sussistenza dei requisiti di legge per la concessione della prestazione, entro e non oltre i sei mesi dalla nascita del bambino (o comunque dall'effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affido preadottivo). Ci si può come sempre rivolgere agli uffici Caf per ricevere assistenza gratuita
L’assegno è cumulabile con altri aiuti?
- L'assegno non è cumulabile con altri trattamenti previdenziali, tranne se - come detto - si ha diritto a percepire dal Comune la quota differenziale
I termini di lavorazione dei provvedimenti
- Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti relativi all’assegno è stabilito dalla legge n. 241/1990, che lo fissa in 30 giorni. In alcuni casi la legge però può fissare termini diversi (consultabili alle tabelle allegate nella pagina dell'Inps)
L’assegno di maternità dello Stato
- Non bisogna confondere l’assegno di maternità di base con l’assegno di maternità dello Stato, pensato “per lavori atipici e discontinui” e a carico dello Stato e non dei Comuni (seppur concesso ed erogato direttamente dall'Inps). Questo è rivolto alle madri, anche adottanti; ai padri, anche adottanti; agli affidatari preadottivi; all'adottante non coniugato; al coniuge della madre adottante o dell'affidataria preadottiva; agli affidatari (non preadottivi), nel caso di non riconoscibilità o non riconoscimento da parte di entrambi i genitori, e al legale rappresentante, in caso di incapacità di agire del genitore. Non spetta per il figlio minore adottato dal coniuge quando è figlio, anche adottivo, dell’altro coniuge
L’indennità di maternità
- Altro caso ancora è quello dell’indennità di maternità per congedo di maternità o di paternità, rivolto alle lavoratrici dipendenti, disoccupate o sospese e - in caso di determinate condizioni - anche al padre.
Per approfondire: Inps, aumentano i beneficiari di congedi parentali e bonus nido. Tutti i dati
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in questa scheda
- Assegno di maternità dei Comuni 2025, la soglia Isee
- L’importo dell’assegno di maternità 2025
- Che cos’è l’assegno di maternità di base concesso dai Comuni
- Chi ha diritto all’assegno di maternità di base
- Come fare domanda per l’assegno
- L’assegno è cumulabile con altri aiuti?
- I termini di lavorazione dei provvedimenti
- L’assegno di maternità dello Stato
- L’indennità di maternità
- Leggi anche
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