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Milano, Roma e le altre: i quartieri più ricchi (e più poveri) delle grandi città

Economia

Raffaele Mastrolonardo

Le dichiarazioni al fisco del 2023 (anno d’imposta 2022) mostrano come si distribuiscono i redditi nei maggiori centri italiani e le differenze, speso grandi, tra un’area e l’altra

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94mila euro di reddito medio pro capite denunciato al fisco nel 2023 (anno d’imposta 2022). Ancora più di Portofino che è appena stato incoronato comune più ricco d’Italia sulla base delle dichiarazioni dei redditi dei suoi residenti. Solo che la cifra, in questo caso, riguarda un quartiere, o meglio una porzione di territorio delimitata da un codice di avviamento postale (Cap). Il 20121, per l’esattezza, che si trova nel centro più centro di Milano. 

 

Tra quelli delle trentotto città di cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) fornisce statistiche così precise, è il più alto. L’unico sopra i 90mila euro in Italia. Il più “povero” per contro si trova a Palermo (Cap 90122): lì i residenti hanno dichiarato in media appena 7.834 euro a testa. 

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I dati relativi ai Cap, che il Mef mette a disposizione da qualche anno, scattano un’ulteriore fotografia della geografia economica nel nostro Paese. Più ravvicinata e più dettagliata, che permette di apprezzare la distribuzione del reddito in una singola città e dunque le differenze tra le varie zone, tra centro e periferia per esempio, tra quartiere e quartiere. 

 

Vediamo il risultato di questa istantanea in alcune città con l’aiuto di una serie di mappe interattive. 

 

Roma

Nella capitale è l’area più centrale quella che fa registrare i Cap con le dichiarazioni al fisco più alte: 00187, 00197 e 00198. Zone che comprendono, tra gli altri, il quartiere Parioli. Si tratta di pezzi di territorio cittadino nei quali, come si può vedere cliccando sulla mappa, il reddito medio risulta compreso tra i 55mila e 66mila euro, tra i più alti del Paese. Nel complesso, sono più di dieci i Cap del centro di Roma dove si superano i 40mila euro di imponibile Irpef medio dichiarato. 

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Le cifre invece calano man mano che ci sposta verso la periferia. La zona più “povera” in assoluto, almeno a quanto risulta al fisco, la troviamo nella parte occidentale della capitale delimitata dal Cap 00119 che comprende anche Ostia Antica: 14.771 euro di imponibile medio pro capite, quasi cinque volte meno dei quartieri più abbienti. Discorso analogo per la periferia est (Cap 00132 e 00133) che copre le frazioni di Tor Bella Monaca e Castelverde. Qui si denunciano redditi poco sopra i 18mila euro, fino a tre volte inferiori al centro. 

 

Milano

A Milano come a Roma, la distribuzione del reddito risulta in gran parte concentrica. Con cifre che, come detto, non hanno paragoni in nessun altra grande città del Paese. Sotto la Madonnina si va dai 94.369 euro dei contribuenti del Cap 20121 (zona Brera o giù di lì per intenderci), agli 83.767 del codice postale 20145 (Tre Torri e Porta Magenta), passando per i 74.232 dell’area che comprende Sant’Ambrogio e San Vittore (Cap 20123).

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Dall’altra parte, i quartieri che denunciano Irpef minori sono quelli che occupano la corona più esterna della mappa. Tutti restano, comunque, sopra i 20mila euro medio. Con un’unica eccezione, il Cap 20157 che comprende Quarto Oggiaro a nord del capoluogo lombardo: 18.508  euro, oltre cinque volte in meno rispetto a Brera. 

 

Torino

59mila euro. Tanto hanno dichiarato al fisco nel 2023 i residenti del Cap 10121 nel cuore di Torino. E’ il dato più alto della città. Anche le aree limitrofe, per altro, si confermano tra le più abbienti sotto la Mole. I Cap 10123, 10128 e 10129, che coprono il tra gli altri il quartiere Crocetta, presentano imponibili tra i 37 e i 47mila euro. 

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A differenza di Milano e Roma, dove i redditi si abbassano man mano che ci si allontana dal centro, la geografia torinese è meno lineare. Qui è l’area sud orientale della città quella dove, subito dopo il centro, risiedono i cittadini che dichiarano di più al fisco. Sulla sponda destra del Po nei quartieri di Borgo Po e Cavoretto (Cap 10131 e 10133) i contribuenti denunciano tra i 47 e i 53mila euro di imponibile Irpef. 

 

Dalla parte opposta dello spettro del reddito cittadino la zona subito a nord del centro. Ad Aurora (Cap 10152) i residenti dichiarano in media circa 17mila 800 euro, il dato più basso di Torino. 

 

Napoli

Le città di mare, che si sviluppano intorno ai porti, hanno una geografia diversa da quelle di pianura. E anche la distribuzione dei redditi risulta differente. Prendiamo Napoli. Qui le zone più abbienti (sempre secondo il fisco) sono quelle che si affacciano sulla parte occidentale del Golfo e quelle subito a ridosso: Chiaia, Vomero, Posillipo. 

 

In quelle aree del capoluogo campano l’imponibile medio va da 31mila (Cap 80129) a 45mila euro (Cap 80123). I redditi più bassi, intorno ai 12mila euro, si trovano nei Cap 80139 e 80142 che corrispondono approssimativamente ai quartieri Mercato e, in parte, di San Lorenzo.

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Le altre

Come si diceva, sono 38 le città per le quali il Mef fornisce i dati relativi ai Cap. Tra queste anche Genova, Firenze e Bologna. Nel capoluogo ligure i quartieri più abbienti sono quelli del levante cittadino lungo la cosa (46mila euro il più alto: Cap 16145) e quelli più bassi in Valpolcevera nella zona interessate tra le altre cose dal crollo del Ponte Morandi: qui i redditi si attestano intorno ai 18mila euro pro capite.

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A Firenze invece sono le zone più centrali delimitate dai Cap 50132, 50129 e 50123 quelle con i redditi Irpef più alti: tra i 33 e i 37mila euro. Più “povere” invece le aree occidentali (Cap 50145 e 50142) dove i redditi scendono anche sotto i 20mila euro.

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Quanto a Bologna, i quartieri più abbienti sono concentrati nella parte centro-meridionale della “Dotta” con redditi che vanno dai 35mila (Cap 40137) ai 50mila euro (40136). Con 21mila 485 euro di imponibile medio, il Cap con il reddito più basso risulta il 40127. 

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