Manovra, meno tasse sulle mance dei camerieri: l’aliquota scenderà al 5%

Economia

E’ in arrivo la detassazione delle mance percepite “dal personale impiegato nel settore ricettivo e di somministrazione di pasti e bevande”. Lo prevede uno degli articoli della manovra contenuto nella bozza definita dal Cdm

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Mance detassate al 5% per camerieri e baristi. Lo prevede un articolo della manovra secondo il quale le somme destinate dai clienti a camerieri e baristi, saranno soggette a un’imposta forfettaria del 5 per cento entro il limite del 25 per cento del reddito percepito nell’anno per le relative prestazioni di lavoro. La detassazione delle mance è stata accolta favorevolmente da Confcommercio e Federalberghi.

Le condizioni previste

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Il prelievo ridotto, dovrà essere trattenuto dal datore di lavoro e si applicherà per una quota non superiore al 25% del reddito annuale del lavoratore e per un importo massimo di 50mila euro. L’ imposta del 5% sostituirà l'Irpef e le addizionali locali sul reddito.

La soddisfazione di Federalberghi

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha commentato favorevolmente la decisione del Governo. “E' giusto remunerare chi presta bene un servizio in Italia, anche perché qui è difficile per le regole che abbiamo avere la meritocrazia. Quindi se non servirà a trovare più camerieri, può almeno creare una diversa attitudine da parte del dipendente verso il cliente. Sempre più stranieri - conclude - vogliono lasciare la mancia su carta di credito. L'importante è che il dipendente abbia più soldi in tasca da questa mancia e che l'azienda non debba considerarla come un ricavo e non ci paghi sopra l'Ires”.

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