Credit Suisse, nuova perdita stimata a 1,5 miliardi

Economia

La banca prevede una perdita ante-imposte per il quarto trimestre, soprattutto a causa dei problemi nell'investment banking. Intanto il nuovo management ha incassato il via libera all’aumento di capitale da 4 miliardi di franchi, tra cui quello di Saudi National Bank. La banca saudita è candidata a diventare il primo azionista di Credit Suisse con il 9,9% del capitale

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Credit Suisse chiuderà in rosso anche il quarto trimestre dell'anno, con una perdita prima delle tasse che dovrebbe attestarsi attorno agli 1,5 miliardi di franchi e che si aggiungerà ai 5,9 miliardi già accumulati nei primi nove mesi del 2022. Un risultato a cui hanno contribuito i deflussi dei denari dei clienti, preoccupati per la tenuta della banca, impegnata in un difficile piano di ristrutturazione dopo gli scandali che l'hanno travolta negli ultimi anni. Dall'inizio di ottobre all'11 novembre, il Credit Suisse ha registrato uscite nette di depositi e attività in gestione pari a circa il 6% delle masse che deteneva a fine settembre, con gli asset di un business strategico come il wealth management scesi del 10% e i depositi della Banca Svizzera ridottisi dell'1%. In pratica, in meno di un mese e mezzo, i clienti hanno spostato una quantità di denaro pari a circa 84 miliardi di franchi, secondo i calcoli di Bloomberg. I deflussi sono stati definiti "preoccupanti" da Jp Morgan, paragonabili a quelli registrati da Ubs durante la grande crisi finanziaria, ma su base annualizzata e non nel giro di un solo trimestre.

Il contributo della banca saudita

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Le nuove perdite, a cui ha contribuito nuovamente anche la divisione di investment banking, ha affossato il titolo in Borsa (-6,1% a 3,62 franchi svizzeri), spingendolo su nuovi minimi. Credit Suisse ha spiegato che i deflussi si sono manifestati con maggiore intensità nelle prime due settimane di ottobre, quando l'incertezza attorno al futuro della banca, alle prese con la messa a punto del piano di ristrutturazione, era molto alta. Ricostruire un clima di fiducia attorno alla banca sarà uno dei compiti principali dell'amministratore delegato Ulrich Koerner, che ha incassato il sì dell'assemblea all'aumento da 4 miliardi, tra cui il contributo di Saudi National Bank. La banca saudita - che si è detta disponibile a seguire la ricapitalizzaizone - è candidata a diventare il primo azionista di Credit Suisse con il 9,9% del capitale.

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