Borsa, Milano chiude in calo: -2,79%. Spread Btp-Bund sale ancora e termina a 238 punti

Economia
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Inizia male la settimana dei Mercati europei. Oltre a Piazza Affari, hanno terminato la seduta in ribasso anche Amsterdam (-3%), Parigi (-2,6%), Francoforte e Madrid (-2,5%), Londra (-1,5%). Il rendimento del Btp a 10 anni italiano ha toccato la soglia del 4%, aggiornando i livelli più alti dalla fine del 2013. Male anche Wall Street, crollano le Piazze asiatiche

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La settimana inizia male per i Mercati. A Milano seduta di forti vendite, con l'indice Ftse Mib che ha chiuso in perdita del 2,79% a 21.918 punti. Forti ribassi anche sulle altre principali Piazze europee: Amsterdam ha chiuso in calo del 3%, Parigi del 2,6%, Francoforte e Madrid del 2,5%, Londra dell'1,5%. Crollano anche le Borse asiatiche, male Wall Street. Non si placa, poi, la tensione sui titoli di Stato europei e soprattutto su quelli dei Paesi con i debiti maggiori: il rendimento del Btp a 10 anni italiano è salito di 26 punti base e ha concluso al 4,01%, aggiornando i livelli più alti dalla fine del 2013. Lo spread con il Bund tedesco di pari scadenza in giornata ha raggiunto i 239 punti base, ritoccando i massimi da oltre due anni, per poi chiudere a quota 238 (in salita di 10 punti base rispetto all'avvio).

Crollano le Borse asiatiche 

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Giornata nera anche per le Borse in Asia, intimorite dall'inflazione Usa superiore alle attese e con le rinnovate restrizioni Covid-19 in Cina che pesano sulla propensione al rischio degli investitori. L'indice MSCI Asia Pacifico scende fino a -2,4%, i listini di Hong Kong (-3,39%), Giappone (-3%) e Corea del Sud (-3,4%) sono stati tra i maggiori ribassisti. I titoli nel sud-est asiatico sono stati relativamente resilienti, con i benchmark a Singapore e nelle Filippine in calo di meno dell'1%. Contengono le perdite anche Shanghai (-0,89%) e Shenzhen (-0,21%). Gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della Fed. In Giappone lo yen prosegue la fase di indebolimento sul dollaro, aggiornando il record ai minimi in 23 anni, a quota 135,20, sulle aspettative di un ulteriore allargamento del differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone.

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