Intesa Italia-Angola per l'aumento di forniture di gas. Di Maio: “Differenziamo le fonti”

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I titolari degli Esteri e quello della Transizione ecologica Cingolani, accompagnati dall'ad Eni Descalzi, in missione a Luanda per ridurre la dipendenza italiana dagli approvvigionamenti di Mosca. Sottoscritta un’intesa per nuove attività nel settore del gas naturale, anche per aumentare l'export verso l'Italia, e su progetti congiunti a favore della de-carbonizzazione e transizione energetica dell'Angola

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Intesa tra Italia e Angola per l'aumento di forniture di gas. L’accordo è arrivato nel corso della missione nel Paese del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quello della Transizione ecologica Roberto Cingolani, accompagnati dall’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi. Una missione programmata con l’obiettivo di compiere un altro passo verso la riduzione della dipendenza italiana dal gas russo. Dopo l’intesa in Angola, domani i ministri si recheranno nella Repubblica del Congo per “intensificare la collaborazione con i Paesi esportatori di gas verso l'Italia”.

L’intesa con Angola

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La dichiarazione d'intenti sottoscritta oggi a Luanda parla di un’intesa per nuove attività nel settore del gas naturale, anche per aumentare l'export verso l'Italia, e su progetti congiunti a favore della de-carbonizzazione e transizione energetica dell'Angola. "Abbiamo raggiunto un altro importante accordo con l'Angola per l'aumento delle forniture di gas. Si conferma l'impegno dell'Italia a differenziare le fonti di approvvigionamento: un'azione costante a difesa delle famiglie e delle imprese italiane", ha commentato Di Maio. "Si tratta di un importante accordo che dà impulso alla partnership fra Italia e Angola nei settori delle rinnovabili, dei biocarburanti, del GNL e della formazione in ambito tecnologico ed ambientale", ha detto  Cingolani, secondo quanto riferisce una nota della Farnesina. "Non solo un passo avanti nella diversificazione delle sorgenti di gas, ma anche un importante contributo al sostegno della transizione ecologica globale", ha aggiunto il ministro.

Il colloquio tra Draghi e il presidente congolese

Alla missione in Angola e Congo avrebbe dovuto partecipare il presidente del Consiglio Mario Draghi, che però è in isolamento perché positivo al Covid. Nonostante questo, il presidente del Consiglio ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica del Congo, Dénis Sassou N'Guesso: “I due leader hanno condiviso l'ampio potenziale del partenariato bilaterale, in particolare nel settore energetico e si sono ripromessi di incontrarsi presto di persona”, ha fatto sapere Palazzo Chigi.

Il piano del governo per la dipendenza energetica

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Da settimane ormai il governo italiano è impegnato nel tentativo di liberarsi dalla dipendenza dal gas russo. Per ottenere questo obiettivo è necessario, nel breve periodo,  entro l'inverno, riempire gli stoccaggi per far fronte ai mesi freddi. Quindi attuare una strategia nel medio-lungo periodo: a partire dai prossimi 2 o 3 anni, il governo punta infatti a diversificare al massimo le  fonti di gas. In linea con questa politica sono cruciali i nuovi accordi di fornitura con l'Algeria, il Congo, l'Angola e il Mozambico, da cui l'Italia, se si conta anche il Qatar e l'Egitto, punterebbe ad ottenere circa il 50% dell'energia oggi fornita da Mosca entro il 2023, in particolare un terzo dall'Algeria e il resto dagli altri Paesi.

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