In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Putin: Italia grande partner. Ma la Russia vale solo l'1,5% dell'export italiano

Economia

Lorenzo Borga

Il presidente russo ha detto incontrando le aziende italiane che il nostro Paese è uno dei principali partner economici di Mosca. Ma quanto vale davvero la Russia per il commercio italiano?

Condividi:

Grande esercito, piccola economia

In una classifica degli eserciti più temibili del mondo di certo quello russo meriterebbe un posto sul podio. Ma per quanto riguarda l’economia, la Federazione Russa è ben lontana dalle prime posizioni. Per capirci, se fosse un paese membro dell’Unione Europea, sarebbe il secondo più povero prima solo della Bulgaria in termini di Pil pro capite secondo i dati della Banca Mondiale. E con un Paese con una domanda interna così modesta non si possono fare grandi affari.

Russia 14esima destinazione per merci italiane

Se è vero che nei primi 11 mesi del 2021 lo scambio commerciale è rimbalzato a quasi 20 miliardi, tornando vicino al livello pre-Covid, la Russia rimane solo la 14esima destinazione per le merci italiane. Per fare un confronto con un altro grande paese, lo scambio commerciale con gli Stati Uniti è sostanzialmente il triplo.

 

Le esportazioni italiane in Russia non si sono mai riprese dall'invasione della Crimea da parte delle truppe di Mosca, a cui seguirono sanzioni internazionali e limitazioni al commercio. Lo stesso - se non peggio - potrebbe avvenire se il presidente Putin deciderà di attaccare militarmente l'Ucraina.

Per le imprese italiane che esportano, Mosca vale l’1,5 per cento del fatturato. Ovviamente per alcuni settori la quota di export verso la Russia è più rilevante, come per abbigliamento, mobili, elettrodomestici e macchinari. Ma anche in questi casi si rimane su percentuali a una cifra. Il commercio con l’Italia appare invece molto più significativo per la Russia. Per Mosca infatti Roma è il nono sbocco delle proprie merci, per più della metà rappresentate da gas naturale e petrolio.

Con blocco del gas ci perderebbero tutti

Che, inutile nasconderlo, sono essenziali per il riscaldamento delle case degli italiani, la generazione di energia elettrica e per il funzionamento di alcuni settori energivori. Ciò che vale per l’Italia si può dire anche per l’Europa. I 27 paesi dell’Unione Europea sono il principale partner per la Federazione Russia, mentre per l’Ue Mosca è solo al quinto posto. Insomma, la carenza di gas naturale, già oggi acuta, potrebbe peggiorare in caso di un conflitto con l’Ucraina visto che la Russia è il nostro principale fornitore. Ma anche per Mosca sarebbe un guaio se dovesse chiudere i rubinetti del gas verso Occidente: a chi potrebbe esportare il prezioso idrocarburo che sostiene la sua fragile economia?