Da ottobre lo spread italiano è cresciuto di oltre il 30%: effetto Fed o corsa al Colle?

Economia

Rialzo globale dei tassi di interesse guidato dalle mosse della Fed, o l'ipotesi di Mario Draghi al Quirinale? Ecco perché lo spread italiano è tra i più agitati dell'Eurozona. LO SKYWALL

Gli spread dei titoli di Stato sono in rialzo in tutto il mondo, ma quello italiano sta salendo più di altri. Lo ha scritto anche la Bce nel suo ultimo bollettino economico, e lo mostrano i dati: lo spread Btp-Bund (cioè il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi) è salito da ottobre di oltre il 30 per cento. Meno di quello greco (+50 per cento), ma decisamente di più di quelli spagnolo, portoghese per non parlare della Francia.

Spread

Due ragioni

Gli esperti ritengono siano due le motivazioni principali per cui lo spread italiano corre più di quello di altri paesi dell'Eurozona.

 

La prima è che l'Italia è tra gli stati più indebitati al mondo (almeno per quanto riguarda il settore pubblico). Questo comporta che il rialzo globale dei tassi di interesse - dovuto principalmente alle mosse della Federal Reserve pronta ad aumentare i tassi almeno 3 volte nel 2022 per combattere l'inflazione - colpisca maggiormente i paesi più indebitati, che risultano più vulnerabili. Ecco perché la Grecia, su cui pesa un debito pubblico del 206 per cento, ha uno spread in più rapida salita.

Uno spread da Draghi

La seconda ragione invece starebbe nell'incertezza politica che avvolge l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. C'è chi sostiene che senza Mario Draghi alla guida del governo, lo spread italiano potrebbe accelerare, e che anzi già oggi stia accadendo. Questa è la visione della banca d'affari Goldman Sachs, secondo cui senza Draghi a Palazzo Chigi si creerebbe "incertezza sul nuovo governo e sulla sua efficacia", anche nell'attuazione del Pnrr (LO SPECIALE DI SKY TG24). Altre case d'affari invece - come l'agenzia di rating Dbrs Morningstar e la banca Barclays (ma anche Gregorio De Felice a Sky TG24 Business) - credono che invece Draghi al Quirinale potrebbe rappresentare un'ancora di stabilità e di convinta permanenza dell'Italia nell'Eurozona per i prossimi sette anni.

 

Dai grafici e dall'andamento dello spread, non è chiaro quanto incida questa seconda ipotesi sul rialzo del differenziale italiano rispetto a quello di altri paesi.

 

Guarda qui l'intera puntata di Sky TG24 Business del 14 gennaio 2022, in cui sono stati ospiti Giacomo Calef (NS), Fabrizio Massaro (Corriere della Sera) e Renato Panichi (S&P Global Ratings).

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