Istat: risale occupazione ma rispetto a era pre-Covid persi 870mila posti di lavoro

Economia

Ad aprile 2021, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, le persone in cerca di lavoro risultano in "forte crescita" pari a +870mila unità. Dato solo parzialmente mitigato dall’inversione di tendenza che si registra da inizio 2021 con 120 mila occupati in più. Nel quarto mese dell'anno il lieve aumento dei posti di lavoro riguarda solo contratti a termine

L’Istat rileva che nel mese di aprile 2021 il tasso di disoccupazione è salito al 10,7%, registrando un incremento di 0,3 punti. Sono 870 mila i posti di lavoro persi da inizio pandemia.

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"Ad aprile prosegue la crescita dell'occupazione già registrata nei due mesi precedenti, portando a un incremento di oltre 120 mila occupati rispetto a gennaio 2021. L'aumento coinvolge sia uomini che donne e si concentra tra i dipendenti a termine. Ciononostante, rispetto a febbraio 2020, mese precedente a quello di inizio della pandemia, gli occupati sono oltre 800 mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di quasi 2 punti percentuali". Il tasso di occupazione ad aprile sale al 56,9% (+0,1 punti).

Nel mese di aprile aumento solo dei contratti a termine

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Ad aprile la lieve crescita degli occupati su base mensile, indica l'Istat, è dovuta solamente ai dipendenti a termine che risultano pari a +96mila (+3,5%), in quanto i dipendenti permanenti e gli autonomi diminuiscono dello 0,3% e dello 0,6% rispettivamente (-47mila e -30mila). Nel confronto annuo, il calo degli occupati coinvolge gli indipendenti, che diminuiscono del 3,6% (-184mila) e i dipendenti permanenti, che diminuiscono dell'1,5% (-222mila); crescono invece dell'8,9% (+229mila) i dipendenti a termine.

Landini: "Proteggere le persone che perdono il lavoro"

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Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato i dati sulla disoccupazione diffusi dell’Istat. I numeri “confermano quello che noi stiamo dicendo da qualche mese: il problema principale nel nostro Paese è il lavoro e, in questa fase, proteggere le persone che lo perdono. Proseguire col blocco dei  licenziamenti è una cosa intelligente, non è un regalo a qualcuno". Uno dei settori su cui investire "è anche quello pubblico, facendo le assunzioni che sono necessarie, visti i tagli fatti in questi anni", ha spiegato Landini. "Quel numero così alto di disoccupati è l'altra faccia della medaglia della troppa precarietà che in questi anni si è determinata. Al punto che oggi si sta trasformando non in una crescita, ma in un calo ulteriore di lavoro", ha concluso il segretario.

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