Sostegni-Bis, aiuti alle aziende e misure per evitare licenziamenti

Economia

Simone Spina

Sono queste le principali misure che conterrà il decreto atteso nelle prossime ore in Consiglio dei ministri per il via libera. In totale, il provvedimento utilizzerà tutti i 40 miliardi a disposizione

Ultimi ritocchi al nuovo decreto per dare una mano all’economia. Il governo si appresta a varare il Sostegni Bis, settimo provvedimento dall’inizio dell'epidemia per aiutare imprese, lavoratori e famiglie.
Per quella che, nelle intenzioni, dovrebbe essere l’ultima tranche di contributi pubblici ci sono 40 miliardi: denari in deficit, cioè da chiedere in prestito, che si sommano agli oltre 140 miliardi stanziati dall’Italia in poco più di un anno.
Anche con questo decreto una fetta consistente servirà per gli indennizzi alle aziende. Le ultime indiscrezioni parlano di 14 miliardi di contributi e di un nuovo meccanismo in due tempi.

Per le aziende proroga delle garanzie pubbliche

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Aziende, professionisti e partite Iva potranno avere subito un bonifico in base al calo del fatturato, con un’eventuale integrazione che tenga conto delle chiusure nei primi mesi del 2021. A fine anno, poi, una somma aggiuntiva, se verrà accertato che gli utili sono scesi più del fatturato. Sempre per le imprese, ci sarà la proroga delle garanzie pubbliche per ottenere prestiti e sconti su bollette e tributi come l’Imu.
Molte le misure ipotizzate per evitare la perdita di posti di lavoro con la fine del blocco dei licenziamenti: le aziende che assumono o mantengono il personale non pagherebbero per sei mesi i contributi pensionistici dei dipendenti, a patto però che poi non li lascino a casa.

Nuove risorse per il reddito di emergenza

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Ci saranno aiuti mirati per alcuni settori più in difficoltà come quello turistico. Nuove risorse per il reddito d’emergenza e agevolazioni per l'acquista della prima casa.
Ma il Sostegni bis avrà anche un perimetro ampio. Così dovrebbe esserci l’ennesimo rinvio (al 30 giugno) delle cartelle esattoriali, 800 milioni per far decollare la nuova Alitalia e una stampella per i Comuni che rischiano il dissesto finanziario: lo Stato dovrebbe accollarsi una parte dei loro debiti.

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