Bonus top e flop 2020, quali aiuti del governo hanno funzionato e quali no

Economia

Lorenzo Borga

Cassa integrazione, superbonus 110%, cashback, bonus vacanze: gli aiuti pubblici sono stati innumerevoli nel 2020. Ma quali hanno funzionato, e quali no? La classifica di Sky TG24

Ecco i bonus "top" e "flop" dell'anno appena finito. E anche quelli su cui ancora non possiamo esprimere un giudizio definitivo. I numeri e i grafici sono tratti dal bonus tracker di Sky TG24, il nostro monitoraggio continuo sugli aiuti pubblici anti-crisi.

I "top"

Iniziamo con le notizie positive, e quindi con gli aiuti del governo che hanno ben funzionato nel 2020. Perché hanno raggiunto tutte le persone che ne erano destinatarie, o perché hanno ben risposto a una particolare esigenza.

 

I ristori alle aziende e alle partite Iva in crisi di fatturato che il governo ha introdotto dal decreto "rilancio" di maggio rientrano in questa categoria. Si tratta dello stesso strumento utilizzato per ristorare le attività economiche chiuse con le zone rosse-arancioni-gialle in autunno e inverno, gestito dall'Agenzia delle Entrate. La maggioranza di governo prima ha stanziato 6,5 miliardi di euro per l'estate, che sono stati distribuiti entro settembre. E poi ha rinnovato lo stanziamento con quattro decreti (ristori uno, ristori bis, ristori tris e decreto di Natale), per un totale di 5,2 nuovi miliardi. In questo caso a oggi ne è arrivato all'economia reale circa il 56 per cento (come si vede dal grafico tratto dal bonus tracker di Sky TG24). Possiamo quindi dire che i ristori sembrano sulla buona strada per confarmarsi tra i "top" dei bonus 2020.

L'ecobonus per le auto meno inquinanti ha raggiunto buoni risultati quest'anno. Dei circa 570 milioni stanziati ne sono rimasti a disposizione soltanto circa 50 milioni. Cioè meno del 10 per cento (grafico). Tuttavia è vero anche che gli sconti per le auto a benzina e diesel meno inquinanti sono terminati in poche settimane, lasciando a bocca asciutta molti acquirenti. Anche per questo nella legge di bilancio 2021 sono stati finanziati nuovi bonus nel 2021.

 

Le garanzie pubbliche sui prestiti per le pmi sono un altro esempio di successo. Dopo un inizio travagliato per le lungaggini burocratiche e le reticenze di alcuni gruppi bancari (in effetti non tutelati al 100% sui prestiti che erogavano), i miliardi sono arrivati. Il governo prevedeva di raggiungere i 100 miliardi di euro di prestiti, e ha superato questo obiettivo. Ora infatti i prestiti garantiti ammontano a più di 123 miliardi (grafico). Anche se molti sono crediti già esistenti che sono stati ristipulati per godere delle garanzie, e dunque non sono aggiuntivi.

I "flop"

Le notizie positive però - purtroppo per il governo e i contribuenti - sono terminate.

 

La cassa integrazione è un esempio di bonus mal riuscito per combattere la crisi pandemica. Inaugurata con grandi ritardi, in particolare quella in deroga per cui è richiesto anche l'intervento burocratico degli uffici delle regioni, ha recuperato solo in parte con il tempo. E se a luglio quasi in 200mila lavoratori aspettavano l'assegno da più di un mese (grafico), ora le cose sono parzialmente migliorate. Ma il bonus per il mercato del lavoro ha mostrato tutti i segni del tempo.

 

Anche il reddito di emergenza, introdotto per combattere la nuova povertà assieme al reddito di cittadinanza (a differenza del vecchio sussidio richiedeva soglie economiche meno rigide), pare ormai aver fallito. Solo 300mila famiglie ne hanno beneficiato, mentre nei piani del governo sarebbero dovute essere più di 1 milione (grafico).

 

Per aiutare il settore turistico il governo ha messo in campo anche il bonus vacanza, fino a 500 euro da spendere in strutture alberghiere e per viaggi. Ma anche in questo caso la domanda è stata minore alle attese. Ci si aspettava di raggiungere fino a 4,8 milioni di famiglie sotto i 40mila euro di Isee. Ma in realtà i bonus utilizzati sono stati 755mila e quelli riscattati ma non ancora usati poco più di 1 milione (grafico). Molti meno delle attese.

E infine la garanzia sui prestiti fornita da Sace. Dedicata alle imprese più grandi, doveva raggiungere una potenza di fuoco di 200 miliardi di euro. Ma in realtà è stata molto minore: secondo gli ultimi dati, siamo a 19 miliardi. Di cui più di 3 per un prestito a Fca, di cui si era molto discusso nei mesi scorsi.

I "boh"

Ci sono poi quei bonus che ancora non si sa se saranno un successo o meno. Tra questi possiamo inserire di certo il superbonus 110% per le ristrutturazioni edilizie su cui si nutrono grandi speranze ma che è iniziato da troppo poco tempo. E poi il cashback di Natale, che ancora non sappiamo se potrà rimborsare tutti vista la grande richiesta e lo stanziamento economico che probabilmente si è rivelato un po' troppo basso.

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