Confcommercio, presidente Sangalli: "Consumi indietro di 25 anni, a rischio la ripresa"

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“Ci preoccupa l'aumento delle spese obbligate delle famiglie, come affitti, bollette, assicurazioni”, ha sottolineato il numero 1 dell'associazione, commentando l’analisi dell'Ufficio Studi della Confederazione sugli effetti del Covid-19 sui consumi italiani

"L'emergenza Covid ha riportato i consumi ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni. Inoltre, ci preoccupa l'aumento delle spese obbligate delle famiglie, che erodono quasi il 44% dei consumi totali". Una considerazione dura quella del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sull'analisi dell'Ufficio Studi della Confederazione riguardante la situazione dei consumi del nostro Paese durante il coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE).

"Necessario intervenire con decisione"

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Sangalli prosegue nel suo commento del report spiegando che "se non si interviene con decisione tagliando le tasse perderemo definitivamente la possibilità di agganciare la ripresa economica". L'analisi di Confcommercio è stata effettuata sul periodo compreso tra il 1995 e il 2020. I costi di abitazioni, assicurazioni, carburanti e sanità, “costano” ad ogni italiano oltre 7mila euro l’anno.

Gli italiani spendono più per alimenti che per servizi

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"Per la prima volta dal 2007 si spende più per i gli alimenti che per i servizi" si legge nell'analisi. Questo perché pesa l'effetto lockdown. La voce "abitazione" è quella che incide maggiormente arrivando asottrarre, tra affitti, manutenzioni, bollette, e smaltimento rifiuti, oltre 4mila euro pro capite.  All'interno dei consumi commercializzabili (9.095 euro pro capite nel 2020), la componente principale è rappresentata dai beni con una quota sul totale consumi in lieve aumento (dal 38,4% del 2019 al 40,6%), mentre i servizi interrompono la costante crescita dal 1995 con un brusco calo nell'ultimo anno dal 21% al 15,6%.

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