Coronavirus, Gentiloni a Sky Tg24: “Il Mes per com’è ora è completamente inadeguato”

Economia

Il commissario Ue agli Affari economici: “Mes nato in un’altra epoca storica, con la crisi finanziaria. Oggi concentriamoci su altri strumenti”. Poi un appello agli Stati membri e all’Unione: “Nessun Paese se la cava da solo, si riconquisti la fiducia dei cittadini”

Il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità noto anche come Fondo salva-Stati, “è completamente inadeguato alla situazione in cui ci troviamo adesso”, vale a dire per affrontare l’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). A dirlo è il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni, intervistato da Sky Tg24. L’ex presidente del Consiglio italiano ha lanciato anche un appello agli Stati membri a superare le divisioni - “Nessun Paese se la cava da solo” - e alle istituzioni europee affinché possano “riconquistare sul campo la fiducia dei cittadini”. (LA MAPPA GLOBALE DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE IN ITALIA: GRAFICI E MAPPE - LE GRAFICHE CON I DATI)

“Non fossilizziamoci sul Mes”

“Il Mes è nato in un’altra epoca storica, nella crisi precedente che aveva un’origine finanziaria” e non è lo strumento adatto “a quello che ci troviamo di fronte” oggi, ha spiegato Gentiloni. “Se le condizionalità del Meccanismo venissero eliminate - ha proseguito il commissario - potrebbe essere guardato in un altro modo. Ma non fossilizziamoci, abbiamo diversi strumenti e diversi obiettivi”. Tra questi, cita la Banca europea per gli investimenti: “Bisogna garantire liquidità alle imprese, dobbiamo decidere se lasciarlo fare solo agli Stati nazionali o farlo anche con uno strumento europeo. C’è la Bei, che possiamo ricapitalizzare e mettere in condizione di dare uno scudo protettivo europeo, e non soltanto nazionale, alle imprese, soprattutto a quelle piccole e medie in crisi di liquidità”.

“Da soli non si va lontano”

Secondo Gentiloni una certa sfiducia nell’Ue in questo momento è “comprensibile”, ma non deve far perdere di vista il fatto che si sopravvive solo nell’Unione. “Penso che ci sia una diffidenza comprensibile, nel momento in cui si vedono divisioni e non consapevolezza della straordinarietà della situazione in cui ci troviamo - ha detto -. Ma dovrebbe esserci anche la consapevolezza che in questa situazione straordinaria noi riusciamo a cavarcela soltanto in un contesto europeo. Un singolo Paese da solo, anche se forte e ricco, senza la moneta unica, la Bce e il mercato unico non andrebbe lontano. Mi auguro che nei prossimi giorni le divisioni a cui abbiamo assistito nell’ultimo Consiglio Ue possano essere superate”.

“Patto di stabilità è da rivedere”

Per l’ex presidente del Consiglio italiano è ora che l’Ue si smarchi “da una discussione in cui siamo stati intrappolati negli ultimi dieci anni, tra Paesi con alto debito e Paesi con alto surplus, come se non ci accorgessimo che siamo in una situazione diversa”. Relativamente al Patto di stabilità, al momento sospeso in via straordinaria, Gentiloni ha detto che “è in corso una revisione delle regole, che hanno bisogno di essere aggiustate”. 

“Il Sure non può essere l'unica risposta”

Il commissario Ue si è espresso anche su Sure, il fondo anti-disoccupazione presentato oggi dalla Commissione europea. “È un primo esempio di come sia possibile prendere azioni comuni, un primo passo molto importante”, ha detto, ma “non è certamente l’unica risposta possibile” alla crisi attuale. “Sono certo che consentirà di ridurre l’impatto di questa crisi sui posti di lavoro - ha spiegato Gentiloni - ma non pensiamo che con questa cassa integrazione europea abbiamo finito il compito della risposta comune. Tutt’altro, abbiamo bisogno di continuare e mettere sul tappeto altre risposte comuni”. 

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