Coronavirus, scontro in Ue. Conte, no a bozza: se aiuti come in passato, facciamo da soli

Economia

Il premier ha dato dieci giorni all'Europa "per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo
Gualtieri: "Serve condivisione del rischio". Dall'Austria stop immediato del cancelliere Kurz: no ai coronabond

Raggiunto l'accordo: entro le due settimane le proposte anti-crisi. QUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

 

L'Italia ha rifiutato di firmare la bozza di conclusione del Consiglio Ue sulla risposta economica all'emergenza Coronavirus (IL LIVEBLOG - LO SPECIALE). Il premier, a quanto si apprende da fonti da Palazzo Chigi, ha dato dieci giorni all'Europa "per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo", al termine di una giornata in cui è andato in scena tra le diverse anime dell'Ue anche uno scontro sui Coronabond (COSA SONO E COME FUNZIONANO). Conte ha chiesto ai leader europei di istituire una sorta di gruppo di lavoro formato dai "cinque presidenti" (di Consiglio Ue, Commissione Ue, Europarlamento, Bce, Eurogruppo) per la formulazione di una proposta di risposta comune. Proposta che, si sottolinea, è stata formulata dal premier in accordo con il suo omologo spagnolo Pedro Sanchez. Conte ha anche espresso apprezzamento per le aperture - definite "importanti" - di Francia, Irlanda, Grecia, Portogallo e Lussemburgo.

Conte: "Se aiuti come in passato facciamo da soli"

Conte ha espresso i suoi dubbi: "Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico strumenti elaborati in passato, costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici e tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi? Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno".

Conte: "Non vogliamo mutualizzazione debito, Italia in regola"

Nel corso della conference call con i leader europei, Conte ha inoltre chiarito che nessuno pensa a "una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne". L'Italia - ha spiegato il premier - "ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l'abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato".

Di Maio: "Conte ha fatto bene. Aiutare popolo italiano"

"Conte ha fatto bene", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al Tg1. "E' il momento che il popolo italiano venga aiutato", ha aggiunto Di Maio, spiegando che ciò "significa poter spendere tutti i soldi che servono per aiutare imprenditori, lavoratori e famiglie e poterci rialzare" da questa crisi.

Lo scontro tra Italia e Austria

Già prima della conference call si era consumato un botta e risposta tra Italia e Austria, tra interventisti e rigoristi. In pochi minuti, sull’asse Roma-Vienna, si è verificato lo scontro – l’ennesimo – sul tema degli eurobond, declinati in questa stagione di emergenza in Coronabond. Titoli di debito emessi dai Paesi europei per far fronte alla straordinaria emergenza Coronavirus in atto, con miliardi di euro di interventi pubblici da mettere in atto per sostenere una economia che rischia il tracollo.

Gualtieri: "Più coesione tra i Governi contro crisi comune"

"Di fronte a uno shock simmetrico, per massimizzare l'efficacia degli interventi e assicurare coesione e convergenza tra i Paesi, essi dovrebbero essere sostenuti da una piena condivisione del rischio anche attraverso l'emissione di strumenti di debito comune", ha affermato nel pomeriggio il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

L'Austria boccia i Coronabond

Ma il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha spento sul nascere l’ottimismo di un accordo europeo sul tema, sempre molto controverso, di obbligazioni in comune, Paesi virtuosi e Paesi dai bilanci claudicanti, Paesi con basso debito e Paesi molto indebitati. "Respingiamo una mutualizzazione generalizzata dei debiti", ha spiegato Kurz, durante una conferenza stampa a Vienna prima del vertice dell’Ue. Secondo Kurz, si tratta di "un vecchio modello" che non ha funzionato neanche in passato”.

Sassoli ai leader Ue: serve coraggio, sì a Eurobond

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo, in videoconferenza prima dell'inizio del vertice Ue, l’italiano David Sassoli: “Per fronteggiare la crisi economica che seguirà all'esplosione del coronavirus, bisogna passare dalla prudenza al coraggio" e "servono strumenti nuovi", compresi gli Eurobond.

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