Dl fisco, più carcere per grandi evasori: nei casi più gravi si rischiano da 4 a 8 anni

Economia

Previsto un inasprimento del carcere per i grandi evasori, ma anche un generale abbassamento delle soglie oltre le quali i reati tributari diventano perseguibili penalmente. Il pacchetto entrerà in vigore "15 giorni dopo la conversione del decreto legge"

Un inasprimento del carcere per i grandi evasori, che scatta per alcuni reati superati i 100mila euro di imposta evasa, e un generale abbassamento delle soglie oltre le quali i reati tributari diventano perseguibili penalmente. Sono queste le misure previste in un pacchetto inserito nell’ultima bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. Gli interventi previsti, quindi, non riguardano solo il carcere - nei casi più gravi si rischiano da 4 a 8 anni -, ma anche le soglie che erano state innalzate dal governo di Matteo Renzi. Il pacchetto entrerà in vigore "15 giorni dopo la conversione del decreto legge".

Sanzioni severe anche per enti-società

Ma nell’ultima bozza del decreto ci sono anche altre novità: non solo il carcere per i manager, ma anche una sanzione severa per gli enti-società, per i quali diventa possibile e più facile il sequestro e la confisca anche di quote societarie. Si estende così il reato tributario anche alle persone giuridiche che hanno beneficiato di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Nello specifico, entrano nel mirino i reati tributari collegati a riciclaggio e riciclaggio o alla base di truffe allo Stato.

Più carcere per chi evade

Le misure stabiliscono che per la dichiarazione fraudolenta con fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, la pena vada da 4 a 8 anni di carcere quando la somma evasa superi i 100mila euro. Se "gli elementi passivi fittizi" sono inferiori, resta il carcere da 1 anno e 6 mesi fino a 6 anni. Pena inasprita allo stesso modo anche per chi emette fatture o documenti per consentire ad altri l'evasione. Il carcere aumenta anche per la frode "mediante altri artifici", (minimo 3 massimo 8 anni) per la dichiarazione infedele (passa da 1 a 3 anni a un minimo di 2 a un massimo di 5 anni). In questo caso cambia anche la soglia dell'imposta evasa, che scende da 150 a 100mila euro, e l'ammontare sottratto all'imposizione fiscale che passa da 3 a 2 milioni di euro. Per la dichiarazione infedele salta anche l'esenzione dal penale, nel caso in cui la dichiarazione si discosti per meno del 10% da quella corretta.

Stretta anche sull'omessa dichiarazione

Arriva poi una stretta anche sull'omessa dichiarazione, per cui si rischieranno da da 2 a 6 anni di carcere (ora si prevede la reclusione da 1 anno e sei mesi a 4 anni). Lo stesso vale per la dichiarazione dei sostituti d'imposta, ferma restando la soglia dell'omissione a 50mila euro. Cresce la pena anche per chi occulta o distrugge documenti contabili (si rischia da 3 a 7 anni). E cambia anche la soglia oltre la quale il reato diventa penale per chi non versa le ritenute (da 150mila a 100mila euro) e per gli omessi versamenti Iva (da 250mila a 150mila euro).

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