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Mario Draghi, ultimo giorno da presidente Bce

3' di lettura

Ultimo consiglio direttivo della Bce guidato da Mario Draghi. Dal 28 ottobre il passaggio di consegne con Christine Lagarde. Draghi è entrato in carica come presidente della Banca centrale europea il primo novembre del 2011.  

Nel suo nome il Testo unico delle privatizzazioni

La sua carriera all’interno delle istituzioni finanziarie italiane ed europee inizia nel 1991 quando Guido Carli, ministro del Tesoro nel governo Andreotti, lo nomina direttore generale del Tesoro su consiglio dell’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi. Con quella carica Draghi segue tutta la stagione delle privatizzazioni e la stesura delle nuove regole della finanza, al punto che il testo unico in materia, del 1998, viene informalmente battezzato con il suo nome.

Il rilancio della Banca d'Italia

Nel 2002 passa in Goldman Sachs, fino alla nomina a governatore della Banca d'Italia, proposta dal governo Berlusconi. Draghi succede ad Antonio Fazio, dimessosi in seguito agli scandali che scossero l'Istituto, riuscendo a ridare autorevolezza alla Banca e rinnovando profondamente principi, regole e procedure.

La nomina alla Bce

A giungo 2011 viene scelto come governatore della Bce al posto di Jean Claude Trichet e contribuisce a provocare la crisi del governo Berlusconi firmando, insieme al suo precedessore, una lettera in cui, tra l'altro, invita l'esecutivo italiano "a rafforzare la reputazione della sua forma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali".

Dal Fondo salva-Stati al Quantitative easing

Tra il 2011 e il 2012 adotta una serie di misure e provvedimenti per tenere in piedi un traballante Euro: il Piano di Rifinanziamento a lungo termine (Ltro) per il settore bancario, il taglio dei tassi d'interesse, lo sblocco del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), detto anche Fondo salva-Stati, il Quantitative easing, con cui l'Eurotower riacquista i titoli di Stato in pancia alle banche immettendo liquidità da destinare al finanziamento di famiglie e imprese. Un programma che, nonostante le resistenze tedesche, ha immesso nel sistema - sino a fine 2018 - circa 2.600 miliardi di euro, pari a quasi il 20% del Pil dell'Unione europea. 

"Whatever it takes"

Il suo provvedimento più recente - che risale allo scorso settembre - è l'approvazione di un nuovo pacchetto di stimoli con taglio dei tassi e un secondo Qe da 20 miliardi di euro al mese. "Whatever it takes", dice in un'uscita pubblica nel luglio 2012. "Ad ogni costo", per preservare l'euro. E' stato il suo manifesto durante gli anni alla presidenza della Bce. E' l'eredità che lascia a Christine Lagarde.

 

 

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