Manovra, ministra Dadone: sì a telecamere, no alle impronte contro furbetti del cartellino

Economia

I controlli attraverso le impronte erano previsti dal ddl concretezza diventato legge nel giugno 2019 e voluto dall’ex ministra Bongiorno. “Con 20 milioni risparmiati - spiega Dadone - verranno sostenuti i piccoli comuni nelle loro attività tecnico-istituzionali”

"La videosorveglianza sarà utilizzata come deterrente e per scoprire gli eventuali 'furbetti del cartellino'. No alle impronte digitali, visti anche i rilievi del Garante della privacy: questo genera un risparmio stimato di 20 milioni di euro". Ad annunciarlo è la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, elencando su Facebook i "punti chiave del pacchetto di proposte del Dipartimento della Funzione Pubblica in legge di Bilancio”. Le impronte digitali per contrastare i cosiddetti 'furbetti del cartellino' erano previste nel ddl concretezza, voluto dall’ex ministra Giulia Bongiorno e diventato legge nel giugno 2019.

I municipi small

La ministra Dadone fa dunque un passo indietro sulle impronte nel piano di proposte per la manovra che prevede anche il sostegno ai ‘municipi small’: "Con 20 milioni risparmiati dal mancato ricorso alle impronte digitali, sostituite dalle telecamere, il recente 'Nucleo concretezza', la task force nata con l'omonima legge, potrà sostenere i piccoli comuni nelle loro attività tecnico-istituzionali, coordinato dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Dal controllo di stampo punitivo si passa al sostegno costruttivo".

Retribuzione di risultato per informatizzazione uffici

Tra le misure annunciate da Dadone anche una che riguarda la retribuzione di risultato del Responsabile per la transizione digitale (il dirigente di ogni ente incaricato di curare l'informatizzazione degli uffici). "Sarà collegata - spiega la ministra - anche al raggiungimento effettivo degli obiettivi previsti dal Piano Triennale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione".

Sblocco scorrimento graduatorie

Dadone inoltre assicura che "le graduatorie dei concorsi approvate nell’anno 2019 saranno utilizzate, mediante scorrimento, per un ulteriore 30% dei posti banditi, entro il limite triennale di efficacia previsto dalla legge".

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