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Cresce il lavoro irregolare. Economia sommersa e attività illegali valgono 211 miliardi

I titoli di Sky tg24 delle 8 del 15/10

2' di lettura

Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono 3 milioni 700 mila. Oltre il 40% del sommerso è concentrato in Italia in un unico settore, quello del commercio. E' quanto emerge dal rapporto Istat sull'economia non osservata relativo al 2017

Qual è l’incidenza dell’economia non osservata sul Pil? O meglio, quanto pesa la somma di economia sommersa e attività illegali sull’economia italiana? Poco meno di 211 miliardi. Questo il dato diffuso da Istat e relativo al 2017 (erano 207,7 nel 2016). L'economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi. Va sottolineato, però, che l'incidenza dell'economia non osservata sul Pil si è lievemente ridotta portandosi al 12,1% dal 12,2% nel 2016, e confermando la tendenza in atto dal 2014, anno in cui si era raggiunto un picco del 13%.

Cresce il lavoro irregolare

L'impiego di lavoro irregolare ha un peso particolarmente rilevante, pari al 22,7% del valore aggiunto. Nel dettaglio, nel 2017 sono 3 milioni e 700 mila le unità di lavoro a tempo pieno (ULA) in condizione di non regolarità, occupate in prevalenza come dipendenti (2 milioni e 696 mila unità). L'aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016) segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato (-0,7% rispetto al 2015).

Sommerso concentrato nel settore economico

Oltre il 40% del sommerso è concentrato in un unico settore, quello del commercio. E, in particolare nel settore del Commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione, dove si genera il 21,4% del valore aggiunto totale.

Traffico di droga e prostituzione

Tra 2014 e 2017 la crescita delle attività illegali è stata pari a 2,4 miliardi per il valore aggiunto e 2,7 miliardi per i consumi finali delle famiglie (con un aumento medio annuo rispettivamente del 4,7 e 4,9%), determinata prevalentemente dal traffico di stupefacenti. Nello stesso periodo, invece, è modesta la crescita della prostituzione. Il contrabbando di sigarette nel 2017 rappresenta il 2,5% del valore aggiunto complessivo (0,5 miliardi) e il 3,2% dei consumi delle famiglie.

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