Deutsche Bank, al via maxi ristrutturazione: taglio di 18mila posti di lavoro

Economia

L'istituto ha già fatto partire i licenziamenti. Prevede una perdita netta di 2,8 miliardi nel secondo trimestre dopo gli accantonamenti stabiliti nell'ambito del piano di ristrutturazione. Entro la fine del 2022 i costi totali dell'operazione saranno di 7,4 miliardi

Deutsche Bank ha presentato il più grande piano di ristrutturazione della storia e ha annunciato il licenziamento di 18 mila dipendenti e una bad bank da 74 miliardi di euro. Da Sidney a Mumbai, secondo delle fonti citate da Bloomberg, sarebbe già stato tagliato in Asia circa la metà dello staff della divisione trading azionario ed è in previsione un'ulteriore riduzione del 25% in un mese, per poi mettere mano ad altri licenziamenti fino alla fine dell'anno. Il titolo a Francoforte, comunque,  guadagna il 3% a 7,37 euro. Nel piano è prevista una perdita netta di 2,8 miliardi nel secondo trimestre dopo gli accantonamenti stabiliti nell'ambito del piano di ristrutturazione, pari a circa 3 miliardi di euro. Ulteriori oneri di ristrutturazione sono previsti anche nel secondo semestre del 2019. Entro la fine del 2022 i costi totali dell'operazione saranno di 7,4 miliardi.
 

Il segmento corporate sarà il fulcro dell'istituto

"Il segmento corporate sarà il fulcro dell'istituto e potrebbe valere più dell'intera banca, ha dichiarato l'amministratore delegato della banca tedesca, Christian Sewing, sottolineando che gli asset azionari sono buoni ma serve un cambio di strategia. "I giorni delle grandi ambizioni" nell'investment banking sono finiti, ha aggiunto, e ora l'obiettivo è rendere la divisione "molto competitiva e sostenibile in modo redditizio".

 

Con i tagli, nel 2022 in totale 74mila dipendenti 

Deutsche Bank ha previsto un taglio di circa 18 mila posti, arrivando a circa 74mila dipendenti nel 2022. È quanto si legge in una nota dell'istituto in cui si precisa che la banca si aspetta di ridurre i costi di circa 6 miliardi, che si attesteranno a circa 17 miliardi nel 2022. Le prime lettere di licenzionamento sono già arrivate in alcuni degli uffici.

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