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Fmi: "Forti riserve su riforme delle tasse in Italia". Tria: "Non siamo rischio globale"

3' di lettura

Secondo Poul Thomsen, responsabile del Dipartimento Europeo del Fmi, "la sfida più immediata è l'elevato debito". Il ministro dell’Economia replica al commissario Ue Moscovici che ha definito l’Italia "fonte di incertezza": "Non c’è bisogno di rassicurare nessuno"

Il Fondo monetario internazionale nutre "forti riserve su parte delle riforme delle tasse che abbiamo visto in giro" in Italia. Ad affermarlo è Poul Thomsen, responsabile del Dipartimento Europeo del Fmi, che non ha però voluto commentare nello specifico la flat tax. "Attendiamo dettagli" ha detto. Un messaggio che arriva dopo le preoccupazioni espresse dal commissario Ue per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici, che a Sky tg24 ha dichiarato: "L'Italia sta soffrendo una situazione di stagnazione, se non di recessione. E la situazione italiana è fonte di incertezza per tutta l'Eurozona". ''L'Italia non è un rischio globale: non c’è bisogno di alcuna rassicurazione'', replica il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, a margine dei lavori del Fmi, sottolineando come ''in Italia c’è un rallentamento dell'economia di pari misura che in Germania''. "Rispetteremo gli obiettivi strutturali concordati", ha aggiunto. "Con Moscovici siamo in contatto continuo e i nostri numeri sono condivisi. È chiaro – ha ribadito - che noi vogliamo andare avanti con la riforma fiscale ma nel rispetto degli obiettivi, quelli indicati nel Def".

Tria: "Il rallentamento non riguarda solo l’Italia"

"L'Italia non è un rischio globale: abbiamo avuto un rallentamento dell'economia quest'anno della stessa misura della Germania. C'è un importante rallentamento in tutta Europa: Italia e Germania rappresentano una buona parte del Pil europeo'', ha detto ancora Tria sottolineando che le previsioni del Fmi ''praticamente coincidono con le nostre. Addirittura per il 2020 sono leggermente più ottimistiche quelle del Fmi". Secondo il ministro, "non sono i fondamenti dell'economia italiana che sono in crisi, ma c’è un rallentamento che colpisce di più i paesi manifatturieri e più aperti alle esportazioni, quali la Germania e l'Italia''. Le banche italiane "hanno risentito della doppia recessione, ma in sé il sistema è uno dei più sani d'Europa", ha aggiunto poi il titolare di via XX settembre.

Fmi: "Sfida più immediata è l’elevato debito"

"La sfida più immediata per l'Italia è l'elevato debito e il limitato spazio di bilancio", ha sostenuto Poul Thomsen del Fmi, osservando la necessità di un graduale consolidamento di bilancio nel medio termine. "Serve un consolidamento graduale" dei conti pubblici in Italia, ha suggerito, sottolineando che una delle sfide per le banche italiane è "ridurre nel lungo termine l'esposizione" al debito sovrano in alcuni casi. ''L'Italia si trova ad affrontare delle sfide e siamo d'accordo con il governo'' sulla difficoltà di raggiungere un equilibrio fra l'attuazione di riforme strutturali per sostenere la produttività e la riduzione del debito senza esacerbare il rallentamento economico, ha affermato Thomsen sottolineando che all'Italia servono ''misure credibili”. Il responsabile del Dipartimento Europeo del Fmi ha invitato quindi a non fare passi indietro sulla riforma delle pensioni e in generale sulle riforme. (FMI TAGLIA LE STIME DI CRESCITA ITALIANA)

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