Davos 2019: temi e ospiti del World Economic Forum

Economia
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Arrivato alla 49esima edizione, il Wef è uno degli appuntamenti politico-economici più importanti. Come sempre si svolge a Davos (Svizzera). Quest'anno il tema principale è l’industria 4.0. Appuntamento dal 22 al 25 gennaio, con oltre 3mila presenti

Arrivato alla sua 49esima edizione, è uno degli appuntamenti politici ed economici più importanti di tutto l’anno: si tratta del World Economic Forum che si svolge a Davos, in Svizzera. Nel 2019 va in scena dal 22 al 25 gennaio, con oltre 3mila persone presenti fra capi di Stato (oltre 65), organizzazioni internazionali, business leader, società civile, accademici e artisti.

Cos’è il Wef e la sede di Davos

La prima edizione di quello che oggi è il Wef è datata 1971, anno in cui ebbe luogo l'European management symposium. Si trattava di una conferenza accademica, economica e di gestione organizzata, voluta e presieduta da Klaus Schwab, un professore di origine tedesca dell’università di Ginevra. Tornato a insegnare ad Harvard, l'idea era quella di condividere la sua nuova esperienza nei sistemi di gestione degli Stati Uniti: fu soltanto il primo di tanti altri appuntamenti a cadenza annuale. In quell’occasione, Schwab richiamò 450 persone, ma a partire dal 1974 estese l’invito anche a personalità politiche per poi allargare l'adesione anche a Ceo e dirigenti di oltre mille aziende leader a livello mondiale. La conferenza divenne il World Economic Forum nel 1987. Anche quest’anno la sede del Wef è Davos, una città delle Alpi svizzere, nel Cantone dei Grigioni, famosa anche per essere un’importante località sciistica. Per l'occasione, questo piccolo centro di montagna subisce un vero e proprio blocco: impossibile muoversi senza essere controllati da un corpo permanente di cecchini dell'esercito svizzero (ogni anno sono circa 5mila i militari impegnati), molti dei quali appostati sui tetti che si affacciano sulle sedi delle conferenze e sugli hotel.    

I temi del Wef 2019

Una globalizzazione 4.0 che funzioni e sia inclusiva e sostenibile. Una governance internazionale efficace. Il rilancio dell'agenda climatica. Sono questi i temi principali del Wef 2019. A spiegarli è lo stesso Klaus Schwab: "Nella società attuale, una ulteriore integrazione mondiale è inevitabile e i modelli esistenti di governance globale hanno difficoltà a promuovere azioni concrete fra le potenze mondiali". "Questa quarta ondata della globalizzazione deve essere centrata sull'uomo", aggiunge Schwab che ha anche invitato i leader presenti al summit a trovare "l'immaginazione e l'impegno necessari", per affrontare "un periodo di profonda instabilità globale portata dall'impatto della quarta rivoluzione industriale, dal riallineamento delle dinamiche geo-economiche e delle forze geopolitiche".

Cosa si intende per globalizzazione e Industria 4.0

Si parlerà, quindi, di "Industria 4.0". Già affrontato durante il Wef del 2016, il concetto è alla base di un modello di produzione e gestione aziendale. Secondo il ministero dello Sviluppo Economico è la "connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time" a caratterizzare il fenomeno. In realtà, la prima volta che è stata usato il termine "Industria 4.0" era il 2011 alla Fiera di Hannover, in Germania. Da lì, l’anno successivo sempre in Germania, fu istituito un vero e proprio gruppo di studio e di lavoro supervisionato da Siegfried Dais, uno dei principali ingegneri della multinazionale Bosch. Insieme a lui erano presenti altri importanti esponenti dell’ingegneria tedesca che nel 2013 presentarono il report finale del gruppo di lavoro. Considerata una vera e propria rivoluzione industriale, dopo quelle del 1784 con la nascita della macchina a vapore, quella del 1870 con produzioni e consumi di massa attraverso l’uso sempre più diffuso dell’elettricità e quella del 1970 con la nascita dell’informatica, l’Industria 4.0 non è stata ancora inquadrata dal punto di vista temporale né è chiaro quali e quanti possano essere i benefici per le popolazioni. E proprio al Wef l’obiettivo è quello di dare una dimensione reale al tema, per provare a prevedere quali possono essere le problematiche e le soluzioni di questa globalizzazione 4.0. "Stiamo entrando in una quarta Rivoluzione industriale plasmata da tecnologie avanzate dove il mondo digitale e quello fisico-biologico si combinano per creare innovazioni a velocità e scala senza pari nella storia umana": questo l’incipit nella presentazione del main theme dell’evento. E ancora: "Collettivamente, queste trasformazioni stanno coinvolgendo i singoli individui, i governi e le aziende: sono cambiamenti che riguardano tutti, coinvolgono il mondo in generale. Ci stiamo rapidamente avvicinando a una nuova fase di cooperazione globale: Globalizzazione 4.0". Nuove opportunità o nuove problematiche a livello geopolitico, economico e ambientale? Dare una risposta a questa domanda è lo scopo del meeting. Per questa ragione, temi come la cybersecurity, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile sono tra i principali ordini del giorno.

Tra i grandi della Terra assenti Trump, Macron, Xi

Quest'anno alla conferenza manca Donald Trump, ospite d'onore arrivato nel 2018 da rockstar. Il tycoon aveva già anticipato la sua assenza a causa della questione Shutdown negli Stati Uniti. Per lo stesso motivo è stata cancellata la partecipazione dell’intera delegazione della Casa Bianca: era previsto l’arrivo del segretario di stato Mike Pompeo e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Da sottolineare anche le assenze di Ivanka Trump, figlia del tycoon, e del genero Jared Kushner. Mancherà anche Xi Jinping, primo presidente cinese presente al Wef che nel 2017 lanciò una controffensiva a suo modo globalista. Impegnato sul fronte gilet gialli, anche il presidente francese Emmanuel Macron sarà assente a Davos. L'Europa vedrà però una folta rappresentanza della Commissione Ue (da Barnier a Katainen, da Malmstrom a Moscovici a Oettinger). Confermata la presenza sia del premier italiano, Giuseppe Conte, sia dei ministri degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e dell'Economia Giovanni Tria, che parlerà durante un panel dedicato alle "prospettive economiche strategiche" europee. Folta anche la presenza di leader di finanza e impresa italiani, da Claudio Descalzi ed Emma Marcegaglia (Eni) a Francesco Starace (Enel), da Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo, ad Alberto Nagel (Mediobanca) e Massimo Tononi (Cdp), dai vertici di Generali a Carlo Cimbri di Unipol. Tra gli altri big annunciati, il primo ministro del Giappone Shinzo Abe, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, il vicepresidente cinese Wang Qishan, il premier spagnolo Pedro Sanchez e quello olandese Mark Rutte, il presidente dell'Iraq Barham Salih, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il premier di Israele Benjamin Netanyahu e il primo ministro libico Faiez Al Serraj, oltre a vari altri capi di Stato o di governo africani e sudamericani.

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