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Lo shutdown negli Usa, cos'è e quali conseguenze ha

3' di lettura

Il blocco delle attività amministrative si verifica quando il Congresso non approva la legge di rifinanziamento. Durante questo periodo, il governo cerca di garantire i servizi essenziali, ma gran parte dei dipendenti pubblici viene mandata in congedo non retribuito

Lo shutdown, ovvero il blocco delle amministrazioni negli Stati Uniti previsto dall'Antideficiency Act, si verifica quando il Congresso non approva la legge che rifinanzia le attività amministrative federali. Nel 2018 sono state ben tre le volte in cui l’amministrazione Usa ha “chiuso i battenti”, un record negativo negli ultimi 40 anni. L’ultima, scattata subito dopo la mezzanotte di venerdì 21 dicembre a Washington, rappresenta in realtà uno shutdown parziale, con un quarto delle attività federali ferme per mancanza di fondi. Uno stop causato dai 5 miliardi di dollari reclamati dal presidente Donald Trump nel bilancio per la costruzione del muro al confine con il Messico.

Cosa accade e quali effetti ha 

Generalmente quando avviene lo shutdown il governo federale cerca di continuare a garantire i servizi essenziali, come la sicurezza nazionale e quella pubblica, la giustizia, la sanità, le pensioni, il traffico aereo. Non tutti i dipendenti di questi settori però continuano ad essere pagati. Durante questo stop gran parte dei dipendenti pubblici viene mandata in congedo non retribuito (anche se genericamente una volta terminato il blocco, il Congresso provvede a un pagamento retroattivo). Tra i vari servizi pubblici interessati ci sono parchi pubblici, musei e monumenti, la sospensione dell'ammissione di pazienti presso i centri di ricerca medica, la sospensione e il rinvio di processi civili, la riduzione al minimo degli impiegati Nasa, la sospensione di alcuni servizi di assistenza ai veterani e tributaria e il ritardo di molte richieste di finanziamento di piccole imprese e privati.

I servizi non coinvolti

Tra i servizi che non vengono invece coinvolti ci sono quelli postali (perché non sono finanziati dalla legge di bilancio per le operazioni giornaliere), di riscossione dei tributi, di assistenza medica, i servizi prestati dalle forze di polizia, militari e vigili del fuoco, il controllo del traffico aereo (anche se sono previsti possibili ritardi) e i servizi meteorologici.

Lo shutdown del 22 dicembre 2018

La chiusura iniziata il 22 dicembre 2018 riguarda circa un quarto delle agenzie federali, compresi la Sicurezza nazionale, Trasporti, Agricoltura, Giustizia e Parchi nazionali. Centinaia di migliaia di impiegati restano perciò a casa. L'ultimo shutdown del governo Usa è durato tre giorni, nel gennaio 2018. In quel caso repubblicani e democratici non riuscirono a trovare un accordo sui cosiddetti “dreamer”, i migranti entrati illegalmente negli Usa da minori. L'arresto di ottobre 2013 si è invece protratto per 16 giorni, mentre nel 1995 ci fu un blocco di 21 giorni.

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