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Manovra, Tria al Senato: "Non accettiamo la morale". Di Maio: "Non tradiremo gli italiani"

6' di lettura

Per evitare la procedura d’infrazione, Conte e il ministro dell’Economia starebbero spingendo per approvare in Cdm un calo al 2,2%. Dombrovskis: "Correzione dev'essere consistente". Tria in Aula per illustrare “le decisioni del governo in materia di bilancio”

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria difende la manovra in Senato. “Non accettiamo la morale”, dice nel suo intervento in Aula per illustrare “le decisioni del governo in materia di bilancio”, ma con l'Europa “c'è spazio per il dialogo”. Secondo il ministro, "dobbiamo tenere conto dell'incerto contesto economico in cui ci troviamo e dell'alto livello dello spread" e per questo si deve puntare "da una parte a rafforzare le misure di rilancio dell'economia e dall'altro a una maggiore prudenza di spesa". A questo, ha spiegato il titolare del Mef, si aggiunge "la necessità di non divergere dalle regole europee", che avrebbe ulteriori "effetti negativi sulla crescita e sul debito".

L'informativa di Tria

Se confermata dall'Ecofin, l'opinione della Commissione europea sulla legge di Bilancio italiana "apre alla prospettiva della procedura d'infrazione sul debito, una prospettiva che pone il governo e il Parlamento sovrano di fronte alla necessità di assumere una decisione di fronte alle sue responsabilità e di attuare una operazione di verità”, ha detto ancora Tria nell’informativa cha era stata richiesta la scorsa settimana dalle opposizioni, dopo la bocciatura della manovra da parte della Commissione europea. "Noi ce la metteremo tutta a essere responsabili verso i cittadini e verso l'Ue", è la risposta a caldo del vicepremier Luigi Di Maio. Che in mattinata aveva detto: "Noi vogliamo dialogare con l'Ue, vogliamo trovare una soluzione, ma non possiamo tradire le promesse fatte".

"Dialogo con l'Ue può trovare spazi nuovi"

In Aula, Tria ha spiegato che la manovra messa in campo dal governo è "moderatamente espansiva". "Dopo la crisi del 2008 siamo ancora lontani dal Pil e dalla disoccupazione di 10 anni fa: è aumentata in modo insopportabile l'area di povertà e disagio sociale e non è stato raggiunto l'obiettivo di riduzione del debito né il pareggio bilancio, non abbiamo avuto la stabilizzazione economica, sociale e della finanza pubblica", ha detto. Il ministro ha sottolineato che "stiamo attentamente valutando, man mano che va avanti il disegno delle misure fondamentali, i loro costi effettivi: se si possano trovare, cioè, gli spazi finanziari per migliorare l'equilibrio tra la crescita e il consolidamento dei conti pubblici". "In questa direzione il dialogo con l'Ue può trovare spazi nuovi", ha assicurato Tria. E ancora: "Vogliamo chiarire ai nostri interlocutori in Europa che il nostro obiettivo è affrontare i problemi concreti, non fare un affronto all'Europa o organizzare l'uscita dall'euro".

"Non accettiamo morale in tema di politica e crescita"

Tria ha ribadito che "il Parlamento rimane il luogo istituzionale dove i miglioramenti alla proposta del governo possono essere realizzati e approvati". "Il mio sincero auspicio - ha aggiunto - è che potremmo tutti insieme giungere a una soluzione ottimale. Lo faremo senza rinunciare alle nostre priorità". Il ministro ha ricordato come negli ultimi anni ci sia stato "un aumento della spesa corrente per finanziarie la stagione dei tanti bonus, con oneri che continuano a pesare sul nostro bilancio". Ma ha aggiunto: "Non è nostra intenzione parlare di responsabilità del passato, anche se il dibattito domestico non ci consente di accettare la morale in tema di politica e crescita".

Conte: "Nessuno stravolgimento, confidiamo di avere margini"

"Noi faremo di tutto per arrivare ad una soluzione condivisa ma nel rispetto dell'impostazione della manovra e senza arrivare allo stravolgimento", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle dichiarazioni alla stampa a Palazzo Chigi . Il premier ha poi risposto a chi gli fa notare che secondo il vicepresidente della commissione Ue Valdis Dombrovskis nemmeno abbassare il tetto deficit/pil al 2,2% basterebbe ad evitare la procedura d'infrazione: "Dombrovskis ha evidentemente delle certezze che io non ho. Parlerò con Juncker". "Ci stanno pervenendo le relazioni tecniche che ci consentiranno di calcolare fino all'ultimo euro le risorse finanziarie che riusciremo a recuperare se risulteranno superflue" rispetto alle riforme e che ci consentiranno di avere un margine negoziale", ha poi concluso Conte.

Il possibile calo del deficit

Per evitare la procedura d’infrazione dell’Ue, Conte e Tria starebbero spingendo per approvare in Consiglio dei ministri un calo al 2,2% del deficit. Anche i vicepremier hanno aperto alla possibilità di rivedere i numeri. Salvini ha lanciato la palla al Parlamento: "Ci saranno emendamenti", ha detto, quanto tagliare il deficit "non è un mio problema". Passare la palla al Parlamento vuol dire prendere tempo fino a fine anno o almeno nelle prossime due settimane, quando la manovra sarà votata in prima lettura alla Camera. Ma Conte e Tria spingerebbero per approvare già in Cdm un calo del deficit (al 2,2%, per iniziare) entro i primi giorni di dicembre (a metà della prossima settimana, dopo il ritorno di Tria dall'Ecofin).

Data ultima modifica 28 novembre 2018 ore 17:45

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