Spread, Visco: "Da rialzo conseguenze gravi per banche e famiglie"

Economia

Governatore Bankitalia: “Prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato deprime il valore dei risparmi accumulati da famiglie”. "Italia può far fronte a fine del Qe ma serve stabilità”, aggiunge. Chiede riduzione “duratura” del debito e di evitare conflitti con Ue

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, lancia l’allarme sullo spread e sulle “conseguenze gravi” che “un prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato” può avere su banche e famiglie. Intervenendo alla Giornata del Risparmio, dov’era presente anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria, Visco ha sottolineato come “il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie” direttamente o indirettamente. Per le banche, ha spiegato, gli effetti si vedono “sull'aumento del costo della raccolta”. Il “rialzo dei premi per il rischio sul debito pubblico – ha detto – produce perdite in conto capitale che peggiorano la situazione patrimoniale delle banche; incide sul costo e sulla disponibilità dei finanziamenti che gli intermediari raccolgono sul mercato e sulla loro capacità di fornire credito all'economia”. Visco ha aggiunto che “l'Italia può far fronte alla fine del Qe, ma serve stabilità” e ha chiesto una riduzione “duratura” del debito e di evitare un “conflitto” con l'Ue.

“Conseguenze di rilievo per l'attività economica”

“È difficile immaginare che una riduzione della ricchezza delle famiglie, maggiori difficoltà per le imprese di accedere al credito e di investire, una minore capacità di intervento del settore pubblico non abbiano conseguenze di rilievo per l'attività economica”, ha aggiunto Visco analizzando “la valutazione dell'impatto complessivo sull'economia dell'aumento del rischio sovrano”.

Effetti negativi anche sul bilancio pubblico

Secondo il governatore, “il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico e, qualora non venisse riassorbito, l'incremento fin qui registrato provocherebbe, già dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti di Pil, oltre 5 miliardi”. “L'aggravio – ha spiegato – salirebbe a mezzo punto nel 2020 e a 0,7 punti nel 2021. Ciò accrescerebbe l'avanzo primario necessario anche solo a stabilizzare il rapporto tra il debito pubblico e il Pil”. Sul Pil, Visco ha aggiunto che quest’anno crescerà dell’1%, “per poi ridursi nel 2019, al netto degli effetti della manovra di bilancio”.

“Futuro dell'Italia non può prescindere da quello dell'Europa”

Il governatore di Bankitalia ha poi parlato dei motivi che hanno contribuito all’aumento dello spread. “Ha contribuito l'incertezza sull'orientamento delle politiche di bilancio e strutturali e sull'evoluzione dei rapporti con le istituzioni europee”, ha detto, spiegando che “sono riemersi i timori degli investitori nazionali ed esteri per la dinamica del debito pubblico e per il rischio di una sua ridenominazione”. Visco ha ribadito che “il futuro dell'Italia non può prescindere da quello dell'Europa tutta”. “Vanno dissipate le incertezze sulla partecipazione convinta dell'Italia all'Unione europea e alla moneta unica, incertezze che alimentano la volatilità sui mercati finanziari”, ha aggiunto. “Da queste condizioni – ha detto ancora – dipendono la difesa del risparmio delle famiglie e la capacità di sostenere la crescita della nostra economia”. “Le differenze di opinioni non devono tradursi in un conflitto istituzionale”, ha ammonito Visco.

Debito pubblico italiano “sostenibile”

Sul debito pubblico italiano, comunque, Visco ha detto che è “sostenibile”, ma ha precisato che “deve essere chiara la determinazione a mantenerlo tale, ponendo il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero credibile di riduzione duratura”. “La normalizzazione della politica monetaria è un processo molto delicato”, ha detto ancora il governatore, aggiungendo che “l'Italia può fronteggiare un'uscita dal regime di bassi tassi di interesse senza rischi per l'attività produttiva o per le finanze pubbliche, a condizione che la politica di bilancio rimanga ancorata alla stabilità e che prosegua il processo di riforma volto al rafforzamento dell'economia”. “Percorrere la strada delle riforme strutturali è impegnativo; i risultati matureranno lentamente. Ma è indispensabile. Modifiche degli interventi già attuati vanno valutate approfonditamente, tenendo anche presente la necessità di dare stabilità al contesto istituzionale e normativo”, ha concluso Visco.

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