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Alitalia e Ferrovie dello Stato, il governo accelera i tempi: le tappe

4' di lettura

Lo scorso 12 ottobre Luigi Di Maio aveva annunciato il ritorno dello Stato come azionista della compagnia aerea con un piano tra 1,5 e 2 mld e un possibile ticket unico treno-aereo. Toninelli afferma che si chiuderà a breve ma rimangono i dubbi sulla newco

La vicenda Alitalia "la chiuderemo entro la fine di ottobre e penso che la chiuderemo bene". A segnare un punto d'arrivo per la vicenda della manifestazione d’interesse non vincolante presentata venerdì 12 ottobre dalle Ferrovie dello Stato è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, secondo cui "le migliaia di dipendenti devono stare tranquilli e fiduciosi che sarà un vettore nazionale che rilancerà il turismo". Lo stesso giorno del passo avanti di Fs, il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato un possibile intervento con un piano tra 1,5 e 2 mld e un ticket unico treno-aereo.

Il coinvolgimento delle Ferrovie dello Stato

È il 12 ottobre quando il governo annuncia che lo Stato è pronto tornare azionista di Alitalia: dopo oltre 22 anni dalla prima privatizzazione, la soluzione annunciata dal vicepremier Luigi Di Maio - e rilanciata dal premier Giuseppe Conte - è una newco con una dotazione iniziale di almeno 2 miliardi, partecipata per circa il 15% dal Tesoro e con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato e Cdp per la flotta, insieme a un partner industriale internazionale. In un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore e in un successivo incontro con i sindacati sulla compagnia, Di Maio parla di un "progetto ambizioso che tende non a salvare ma a rilanciare" la compagnia, che non sarà più il "bancomat" che è stato in passato. Una prospettiva condivisa anche dal premier Conte e da Matteo Salvini, che assicura: "Nessuna svendita, nessuno spezzatino, ma un serio piano di rilancio".

I primi passi di Fs

Dopo aver presentato una manifestazione di interesse non vincolante, che ha permesso l'accesso alla 'data room', l'amministratore delegato della società ferroviaria, Gianfranco Battisti, incontra i commissari straordinari per fare il punto sulla situazione. Intanto si attende che dal ministero dell'Economia arrivi l'avvallo al progetto di una newco con Tesoro e Fs e il titolare dei Trasporti Danilo Toninelli conferma l'obiettivo di chiudere (e "bene", assicura) la partita rispettando il termine di fine ottobre. I commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, si riuniscono con l'a.d. di Fs.

La newco prospettata dal governo e i dubbi di Tria

Il rilancio di Alitalia con la partecipazione di Fs trova però l’opposizione del ministro dell'Economia Tria, che intravede il rischio un intervento dell'Ue su un possibile aiuto di Stato. Dal Tesoro si smentisce che ci sia uno scontro, ma si percepisce la necessità di un chiarimento per ristabilire le competenze, visto che le due società di Stato coinvolte, Fs e Cdp, sono controllate proprio dal Tesoro: "Si esaminerà il progetto di rilancio di Alitalia, ognuno per la sua parte di competenza, il Mise per il progetto industriale, il Mef per il suo ruolo", dice il portavoce del Mef. Sulla soluzione per il rilancio di Alitalia pesano inoltre altre incognite. Non è chiaro se la newco con Tesoro e Fs conterrà fin da subito anche il partner industriale internazionale o se l'operazione avverrà in due step: da questo dipende l'ammontare dell'impegno finanziario dello Stato. C'è poi il nodo della conversione di parte del prestito ponte da 900 milioni in equity, che rischia di incappare nella scure dell'Ue che ha già in corso un'indagine sul prestito per valutare se costituisce un aiuto di Stato. Su questo però sono arrivate le rassicurazioni del sottosegretario ai Trasporti Armando Siri: non c'è il rischio di una procedura di infrazione, dice, l'eventuale intervento è "assolutamente all'interno della cornice delle regole europee" e "in linea con quanto fatto in altre realtà europee".

Le altre cordate interessate ad Alitalia

Intanto, parallelamente, quando mancano pochi giorni al termine del 31 ottobre per la cessione della compagnia (fissato nella legge 77 del 21 giugno 2018, che programma anche la scadenza del rimborso del prestito al 15 dicembre) proseguono i contatti con i potenziali partner stranieri. Il lavoro più avanzato sarebbe quello con l'americana Delta, coinvolta già con il precedente governo nella cordata con Cerberus, Air France e EasyJet. In pista c'è anche la low cost inglese, che ha discussioni "in corso" e "continua a essere interessata a una Alitalia ristrutturata, come parte di un consorzio", anche se precisa di non essere ancora a conoscenza delle decisioni del Governo sulla procedura di vendita. Si fa poi il nome di China Eastern, mentre non sarebbe completamente fuori Lufthansa.

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