Def, prorogati ecobonus. Di Maio: con Ue prevarrà buonsenso

Economia

Prorogare "la detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici", si legge nella Nota di aggiornamento. L'esame in Aula slitta all'11 ottobre. Attesa la lettera di risposta della Ue. Di Maio: "Deficit a 2,4% ci serve, non è una sfida all'Europa"

La Nota di aggiornamento del Def 2018 è ufficialmente alla Camera, pronta per essere esaminata. La discussione in Aula però slitta di un giorno: l'avvio dell'esame del provvedimento, previsto per mercoledì pomeriggio, è stato posticipato alle 16 di giovedì 11 ottobre. "Portare il rapporto Deficit/Pil al 2,4% è il numero che ci serviva per finanziare il superamento della Legge Fornero, il Reddito di cittadinanza, la Pensione di cittadinanza e i rimborsi ai truffati delle banche. Non è una sfida con l'Europa e non è uno sfizio, è semplicemente il numero che serviva per la 'Manovra del Popolo'", ha dichiarato il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio in un'intervista. L'Ue boccerà la manovra? "Io credo che alla fine prevarrà il buon senso, io non voglio sfidare nessuno: quello che abbiamo fatto con questa manovra serviva soltanto a mantenere le promesse", ha aggiunto. Intanto, Piazza Affari ha chiuso la giornata in forte calo, con il Ftse Mib che ha ceduto l'1,30% a 20.345 punti. Dopo un'apertura in calo di Wall Street, Milano si è confermata la peggiore seguita da Londra (-1,13%) e Francoforte (-0,96%).

Proroga Ecobonus

Dal Def emerge che la legge di Bilancio sarà accompagnata da 12 disegni di legge, tra questi uno dedicato al reddito di cittadinanza. Prevista, inoltre, la proroga della "detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici". Nella nota di aggiornamento del Def si legge infatti che "la Legge di Bilancio 2019 proseguirà le politiche di promozione degli investimenti, dell'innovazione e del miglioramento dell'efficienza energetica delle abitazioni" (LA SCHEDA DELLA MANOVRA).

In arrivo la lettera della Ue

In attesa dell'esame del Def si attende però la lettera della Commissione europea in risposta al messaggio inviato ieri dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, che confermava nella Nota di aggiornamento le stime del Pil del prossimo triennio all'1,5% per il 2019, all'1,6 per il 2020 e all’1,4% nel 2021. La missiva europea, riferiscono alcune fonti, arriverà "presto" e ricorderà al governo gli obiettivi di bilancio previsti dalle regole Ue che l'Italia deve rispettare per non incorrere nella violazione del Patto. La lettera sarà pubblicata sul sito della direzione generale dell'Ecofin. Secondo il direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici Carlo Cottarelli una crescita dell'1,5% nel 2019 "è difficile ma non impossibile, se i mercati finanziari si tranquillizzano e si riduce la spesa per interessi". Più difficile "nel 2020-21 perché il deficit non aumenta ulteriormente. La spinta dell'espansione fiscale", c'è solo "per il primo anno"

Tagli alla spesa per 3,6 miliardi

Per assicurare le coperture delle nuove politiche previste nella manovra 2019 - si parla in tutto di 21 miliardi e mezzo - "si opereranno tagli alle spese dei ministeri e altre revisioni di spesa per circa lo 0,2% del Pil", che equivale a 3,6 miliardi di euro. È quanto si legge nella Nota di aggiornamento al Def. I fondi attualmente destinati al Reddito di Inclusione verranno utilizzati per coprire parte del costo del Reddito di Cittadinanza (COSA PREVEDE), mentre a fronte della flat tax per gli autonomi e il taglio dell'Ires sugli utili reinvestisti, si prevede l'abrogazione dell'Iri (che doveva entrare in vigore nel 2019) e dell'Ace. Potrebbero invece tornare ad aumentare gli acconti delle imposte sui redditi e, insieme ai tagli degli sconti fiscali, finanziare parte della copertura della manovra. "Ulteriori aumenti di gettito proverranno da modifiche di regimi agevolativi, detrazioni fiscali e percentuali di acconto d'imposta", si legge nella Nota.

Di Maio:"Reddito di cittadinanza anche a chi ha casa"

Nessuna esenzione dal reddito di cittadinanza per le persone che non lavorano ma hanno una casa di proprietà, semplicemente uno sconto sull'assegno calcolato in base ad un cosiddetto "affitto imputato". È la soluzione, spiega il vicepremier Luigi Di Maio in un'intervista, individuata per attribuire il reddito di cittadinanza alle persone bisognose nonostante abbiano una casa di proprietà.

Estensione equo compenso e nuove norme sui voucher

La Nota spiega anche le misure volte a ridurre il lavoro precario: "Per contrastare il precariato si procederà anche all'estensione dell'equo compenso". Poi, un passaggio sui voucher: "Verrà estesa l'applicazione della normativa in vigore sul lavoro accessorio, al fine di regolamentare questo tipo di rapporto di lavoro (come babysitter e il lavoro agricolo stagionale non inquadrabile in nessun contratto di lavoro) prevedendo la tutela della dignità del lavoratore".

I sindacati: "Niente risorse per la Pubblica amministrazione"

Nella Nota di aggiornamento "non vi è previsione, né quantificazione, delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, finanziare le assunzioni e fare investimenti nell'innovazione delle pubbliche amministrazioni". È quanto sostengono i sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, chiedendo quindi al ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, "di dar conto del perché non vi sia traccia nel Def" delle risorse e "di avviare subito il confronto".

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