Ronaldo alla Juventus, un affare anche per la città di Torino

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L'arrivo del fuoriclasse portoghese può avere grandi benefici non solo sul club bianconero ma sull'intera città. Dall'attrattività all'estero al turismo, il capoluogo piemontese guarda con fiducia al futuro ma dovrà saper sfruttare la "febbre CR7"

Una gigantesca opportunità da cogliere, non solo sportiva. Per la Juventus ma anche per la città di Torino. Dal 10 luglio, giorno dell’ufficializzazione dell’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte dei bianconeri, la città ragiona sui ritorni economici dell'arrivo del portoghese. Alcuni sono assicurati, concordano le associazioni di categoria sulla Gazzetta dello Sport: tra bar, alberghi, negozi, ristoranti, “un fenomeno così produce diversi punti di Pil per il territorio e un +5-10% di presenze turistiche”. Secondo i dati della Camera di commercio riportati dal quotidiano, l’occupazione delle stanze d'albergo lo scorso anno ha toccato punte del 98,2% e con il fuoriclasse le percentuali potrebbero ancora aumentare. "Ronaldo o non Ronaldo, a fare la differenza non sarà quel 2% in più per arrivare al tutto esaurito delle stanze", afferma a SkyTG24.it Dino Ruta, docente di Sport management all’università Bocconi di Milano. Secondo il professore a farla sarà piuttosto un indotto costante, da ottenere grazie a "iniziative che sfruttino la presenza di Ronaldo, come un museo aperto tutto l’anno ed eventi dedicati nello store".

Ricavi da stadio già al top. L'esperto: "Immaginare iniziative dall'impatto costante"

Anche a livello di ricavi di stadio, la Juventus è già al massimo possibile. Lo Stadium fa registrare quasi sempre il tutto esaurito. Sono aumentati i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti (del 30%) ma bisogna contare che l’impianto in quanto a capienza è praticamente metà del Santiago Bernabeu di Madrid. “Non c’è la possibilità di immaginare un grande ritorno da stadio", sottolinea il professor Ruta. Secondo il docente è la stessa città di Torino che deve immaginare qualcosa di strutturale indipendentemente dall’evento sportivo, i cui ritorni sono già massimizzati. La Juventus ha già fatto bene negli ultimi anni su Torino, "quello che dovrà fare con l’arrivo di Ronaldo sarà aumentare i ricavi dall’estero”, spiega il docente. Eventi, sponsor, traffico digitale: “L’effetto Ronaldo si vedrà lì”. Tornando all’esempio del museo, un angolo permanente dedicato a Cristiano Ronaldo può far incrementare le visite. O delle iniziative quotidiane che possano generare un afflusso costante a prescindere dalle partite. Spetterà ora alla città, creare queste premesse, perché "è sempre la città che decide di creare le condizioni e le opportunità", afferma il professor Ruta.

Con Ronaldo Torino nella top 5 della città europee

L’arrivo di Ronaldo potrà avere un beneficio su Torino perché diventerà una città più conosciuta. Bisogna ricordare - sottolinea il docente - che "Torino è la più piccola tra le grandi città europee del calcio". Non è Londra, non è Madrid o Parigi. Non è nemmeno Barcellona o Milano. Avere una squadra già forte che diventa ancora più competitiva le permetterà di avere la possibilità di essere al centro del mondo, un po’ come successo con le Olimpiadi del 2006. Anche se il risultato sportivo – vincere la Champions League - non è ovviamente una certezza, avere un asset come Ronaldo dà un'altra certezz: quella di fare un salto di qualità che permette di costruire un profilo societario da top 5 club europei. Un posizionamento strategico che va al di là di Ronaldo e può impattare sull’intera città di Torino.  

Impatto economico di eventi sportivi, il precedente dei Mondiali

Il sistema Italia complessivo, da parte sua, sa bene quanto possa avere impatto un evento sportivo sull’economia nazionale. La vittoria dell’Italia ai Mondiali di Germania nel 2006 ha regalato al Pil, secondo i calcoli di Coldiretti, un +1%. Più o meno 16 miliardi di euro. Calcolo opposto quello da fare dopo l’esclusione dell’Italia dai Mondiali di Russia, che ha avuto un costo molto alto non solo per il calcio, ma anche potenzialmente per il Pil e la Borsa. Tra mancati introiti della Figc, perdita delle entrate per i diritti tv, mancati premi e perdita delle royalties per magliette e sponsor, i guadagni potenziali persi sono corposi. A questo c’è da aggiungere l’impatto diretto sui conti pubblici italiani dal mondo delle scommesse, entrata assicurata per il Fisco. Anche le mancate giocate sulle partite degli azzurri sono da annoverare tra le “perdite” per la mancata qualificazione ai Mondiali.

Sky TG24 60 secondi: Ronaldo accende l'Italia

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