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Melegatti, lo spettro della cassa integrazione sulla favola di Natale

Economia
Foto tratta dal profilo Facebook di Melegatti

Gli ordini hanno superato il milione e mezzo di pezzi prodotti, ma in settimana i dipendenti potrebbero avere nuove spiacevoli sorprese. La storica azienda nata nel 1894, in parte salvata grazie a un fondo maltese, è in concordato con riserva

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È ancora presto per scoprire se la favola di Natale di Melegatti avrà o meno un lieto fine. Da una lato ci sono i dipendenti e i consumatori che stanno facendo il massimo per garantire agli oltre 300 lavoratori (90 fissi, gli altri stagionali) di tornare a percepire con puntualità lo stipendio. Dall’altro lato c’è una profonda crisi, che ha portato la società produttrice di pandoro, panettone e merendine, in deficit di liquidità.

Lo spettro della cassa integrazione

Melegatti è stata salvata nelle ultime settimane grazie a un fondo maltese. Ai primi di novembre, presso il tribunale di Verona, era stata avviata la procedura di concordato con riserva. Poi, con la disponibilità dei fornitori di uova, farina e burro, nell'ultima settimana di novembre è ripartita la produzione. Gli ordini, oggi, hanno superato di gran lunga il milione e mezzo di pezzi prodotti. Ma la settimana prossima, secondo le intenzioni manifestate dall’azienda ai sindacati, potrebbe tornare la cassa integrazione.

L’appoggio dei social

I consumatori hanno dimostrato grande disponibilità a supportare i lavoratori Melegatti, postando su tutti i social network le foto dei loro acquisti rilanciando l’hashtag promosso dai dipendenti: #NoiSiamoMelegatti. Particolarmente attivi gli studenti veneti che hanno avviato un tam-tam via social e web per supportare Melegatti spiegando: “Sono i nostri genitori, i genitori dei nostri compagni di scuola, i nostri futuri colleghi. Vogliamo difendere il lavoro e garantire un Natale e un futuro più sereno”.

 

Un marchio storico

Melegatti è nata nel  1894, quando Domenico Melegatti inventò forma, nome e ricetta del pandoro. Nessuno, per i primi 50 anni, riuscì a imitare quel prodotto. Poi la validità del brevetto è decaduta. Il Pandoro, si legge sul sito dell’azienda, “nacque come Dolce per tutte le Feste e per la Domenica. I medici, all’inizio del secolo, lo consigliavano addirittura ai convalescenti e alle puerpere come alimento leggero e nutriente. Solo successivamente, con il consumo di massa, diventò il Dolce da ricorrenza associato al Natale”.