Juncker a Italia e Francia: riforme o conseguenze spiacevoli

Economia
Juncker da un lato e il premier Renzi dall'altro

Il presidente della Commissione europea: "Dobbiamo fidarci di italiani e francesi e poi vedremo come è andata. Alle parole seguano i fatti". Padoan: "Riforme le facciamo per noi, non perché ce lo chiedono". Critiche e ironie dal Pd

Francia e Italia dovranno attuare senza indugi le riforme e gli sforzi promessi per rientrare nei parametri del Patto di Stabilità Ue, altrimenti "le conseguenze non saranno piacevoli". In un'intervista alla Frankfurter Allgemeinen Zeitung, il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker difende la scelta di concedere ai due paesi più tempo per rimettere in sesto i propri conti ma avverte: "Se alle parole non seguiranno i fatti, le conseguenze non saranno piacevoli".

Padoan: "Riforme le facciamo per noi"
- Pronta la replica del ministro Pier Carlo Padoan: "L'Italia sta facendo enormi sforzi con le riforme strutturali e questo è un elemento di valutazione positica da parte della Commissione". "Aggiungo - prosegue il ministro dell'Economia - che le riforme le facciamo perché servono a noi, non perché ce lo dicono gli altri".



A marzo la valutazione dell'Ue - L'Italia, assieme a Francia e Belgio, ha superato il primo giudizio della Commissione sul bilancio 2015. Una nuova valutazione arriverà a marzo e in tale occasione Bruxelles potrebbe avanzare la richiesta ufficiale di un'ulteriore manovra correttiva.  "Dobbiamo fidarci di italiani e francesi e poi vedremo, probabilmente nel mese di marzo, come è andata", dice Juncker, spiegando che "senza le misure annunciate, ci sarà un aggravamento della procedura per disavanzo eccessivo".

Critiche e ironie dal Pd - Le parole di Juncker però non sono piaciute a tutti in Italia. "Ma è Juncker vero quello che parla contro l'Italia o è un leak?”, commenta ironicamente Simona Bonafè, eurodeputata democratica. Il messaggio, che è stato ritwittato dall'account ufficiale del Pd, fa riferimento all'inchiesta “Lux Leaks”, che ha chiamato in causa l'ex primo ministro del Lussemburgo (in giornata sono uscite nuove rivelazioni su altre 35 società che avrebbero beneficiato degli accordi vantaggiosi con il fisco lussemburghese, ndr). Intanto a tal proposito Juncker in giornata ha ribadito: "Non mi dimetto, la mia credibilità è intattta".


"Da un lato Juncker promuove riforme italiane e crescita, dall'altro fa l'eco alla Merkel. Si decida e intanto rinforzi il piano" di investimenti "presentato", scrive su Twitter Alessandra Moretti, europarlamentare del Pd.


Anche Pina Picierno, altra capolista Pd alle europee, commenta l'intervista di Jean Claude Juncker con un tweet ironico: "Ma è lo stesso Juncker che apprezza il cammino delle riforme italiane? Non vorrei ci fosse un gemello in giro per Bruxelles!".

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