Istat: disoccupazione al 12,9%. Renzi: "Subito Jobs Act"

Economia

Il tasso dei senza lavoro in Italia mai così alto dal 1977. Il premier: "Dati terrificanti. Ma ne usciremo". Record negativo anche per la disoccupazione giovanile che tocca il 42,4%. I giovani in cerca di lavoro sono 690mila

Il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato al 12,9% a gennaio scorso, ai massimi livelli dal 1977. Lo rende noto l'Istat. In particolare, la disoccupazione giovanile (tra 15 e 24 anni) è salita al tasso del 42,4% contro il 41,7% di dicembre scorso.  Più in dettaglio, il numero di disoccupati è stato pari a 3 milioni e 293 mila, aumentando dell'1,9% rispetto al mese precedente (+60 mila) e dell'8,6% su base annua (+260 mila).
Renzi: "Cifra allucinante. Primo provvedimento sarà Jobs Act" - I numeri diffusi dall'Istat vengono commentati dal premier Matteo Renzi con un tweet durante il Consiglio dei Ministri.  "La disoccupazione è al 12,9%. Cifra allucinante, la più alta da 35 anni. Ecco perché il primo provvedimento sarà il Jobsact" scrive il presidente del Consiglio.

Poi, durante il giuramento dei sottosegretari a Palazzo Chigi, ribadisce: "Dati terrificanti. Ma ne usciremo". E annuncia: "Entro 15 giorni lo Sviluppo economico e il Mef dovrano mettere in campo una proposta sul lavoro, che è molto urgente" (VIDEO).



Tasso disoccupazione in aumento di 1,1 punti - Il tasso di disoccupazione con il 12,9% è in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti nei dodici mesi. I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 690 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,0 punti nel confronto tendenziale.

Nel 2013 -478mila occupati - Nel 2013 gli occupati sono diminuiti di 478 mila (-2,1%) rispetto al 2012, ovvero di quasi mezzo milione. Per l’Istat si tratta dell'anno peggiore dell'inizio della crisi. Nell'anno il tasso medio di disoccupazione è arrivato al 12,2%. Era al 10,7% l'anno precedente. Scende anche il lavoro precario, definito dall'Istat come atipico. Nel 2013, infatti, il numero di dipendenti a tempo determinato e di collaboratori scende a 2 milioni 611 mila, in calo di 197 mila unità in un anno.
Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni - rileva l'Istat - diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente (-45 mila unità) e dello 0,1% rispetto a dodici mesi prima (-9 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in calo di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali ma in aumento di 0,1 punti su base annua.

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