Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la storia della foto simbolo dei due magistrati

Cronaca
©IPA/Fotogramma
COMMEMORAZIONE DI FALCONE E BORSELLINO IL VIA BENEDETTO MARCELLO (MILANO - 2015-05-23, ALBERTO CATTANEO) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Lo scatto è stato realizzato il 27 marzo 1992 a Palermo dal fotoreporter Tony Gentile. Si vedono i due magistrati, pochi mesi prima di essere uccisi dalla mafia, che parlano e sorridono. L’immagine in bianco e nero è diventata celebre dopo essere stata pubblicata in seguito alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Nei decenni è diventata un’icona della lotta a Cosa Nostra

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sorridenti, uno accanto all’altro che si scambiano qualche parola. Una foto diventata iconica negli anni, scattata poche settimane prima dell’attentato mafioso a Capaci in cui Falcone perse la vita insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. Uno scatto, quello realizzato dal fotoreporter Tony Gentile, che per la sua spontaneità e potenza evocativa, è stato replicato su murales e striscioni, è diventato un’opera in metallo fuori dall’aeroporto di Palermo, fino ad essere usato per una serie di monete celebrative in ricordo dei due magistrati uccisi dalla mafia (CAPACI, 23 MAGGIO 1992: ATTACCO ALLO STATO). Ecco la storia della foto simbolo.

La storia della foto

approfondimento

Giovanni Falcone, la storia del giudice ucciso dalla mafia a Capaci

Come ha raccontato Linkiesta, la foto è stata scattata il 27 marzo 1992. Borsellino e Falcone sono al palazzo Trinacria di Palermo, nel rione della Kalsa, per la presentazione della candidatura alla Camera del collega Giuseppe Ayala. I due magistrati parlano a bassa voce, uno fa una battuta ed entrambi ridono. Il momento è immortalato da Tony Gentile, giovane fotoreporter del Giornale di Sicilia. “Si sono detti qualcosa e poi sono scoppiati in una risata fragorosa che ha richiamato la nostra attenzione. È stata una frazione di secondo, sono saltato davanti a loro e ho colto l’attimo”. La serie di scatti non viene pubblicata ma verrà usata solo dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. “Il 20 luglio, il giorno successivo all’uccisione di Borsellino, i maggiori quotidiani nazionali ripresero la foto e la pubblicarono in prima pagina”, spiega Gentile. “Quello scatto purtroppo ha acquisito il significato che oggi gli diamo per quello che è successo dopo. Altrimenti sarebbe rimasta una foto come tante altre”.

giovanni falcone paolo borsellino
La foto simbolo usata in vari contesti (nell'immagine in basso si vede anche il fotografo Tony Gentile) - Getty/Ipa

L’uso del bianco e nero

vedi anche

Emessa moneta in ricordo di Falcone e Borsellino. FOTO

“Lo scatto in bianco e nero non è per una ricerca estetica”, ha spiegato Tony Gentile. “Nel 1992 i giornali erano tutti in bianco e nero. Noi fotografi andavamo in giro con una macchina in bianco e nero per i quotidiani e un’altra a colori per i settimanali. Lo scatto è in bianco e nero perché era destinato a un quotidiano. Magari se fossi stato inviato da un settimanale, ora quella foto sarebbe a colori”.

La foto usata per le monete

In questi decenni l’immagine, la numero 15 del rullino di Gentile, è stata utilizzata ovunque. In un’intervista a Oggi, il fotografo ha spiegato che per decisione di un giudice, quella foto non è un’opera dell’ingegno e quindi, trascorsi 20 anni, è di tutti. La sentenza è del 2020, confermata in Appello, ora si attende la Cassazione. Intanto la foto è diventata il soggetto della moneta da 2 euro con cui vengono ricordate le stragi di mafia del 1992. La Zecca di Stato ha coniato 3 milioni di esemplari che hanno corso legale in tutti gli Stati membri dell’Ue e circolazione ordinaria. 

Cronaca: i più letti