Introduzione
Dopo due giorni di violenze, devastazioni e saccheggi nel centro di Milano, ora si apre il capitolo delle responsabilità penali. A seguito degli scontri del 17 e 18 ottobre, tra guerriglia urbana e vandalismi, 271 persone sono state accompagnate in questura. Di queste, 220 sono minori. Per gli 11 maggiorenni è stato chiesto il carcere, mentre per i 34 minorenni è stato confermato l'arresto. Le accuse per tutti sono di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
Quello che devi sapere
Gli arresti per gli scontri a Milano
Dei 271 portati in questura 220 sono minori. Gli arrestati sono 11 maggiorenni, tutti nati in gran parte tra il 2007 e il 2008, e 34 minorenni. La Procura, diretta da Marcello Viola, ha già inoltrato le richieste di convalida e custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati.
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I reati contestati
I reati contestati sono di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Per il reato di devastazione e saccheggio è prevista la reclusione dagli 8 ai 15 anni, con aumento di pena se il fatto avviene durante manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. Per la resistenza a pubblico ufficiale, la reclusione va dai 6 mesi ai 5 anni. In questo caso, essendo pluriaggravata, la pena è aumentata fino alla metà.
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Cosa cambia per i minori
Per i minori la situazione è un po' diversa. In caso di condanna, la pena prevista è diminuita fino a un terzo rispetto ai maggiorenni. Questo significa che se il giudice applica il minimo della pena previsto per gli adulti nel reato di saccheggio e devastazione, cioè 8 anni, il minore dovrà scontare 5 anni e 4 mesi di reclusione.
La legge minorile
La giustizia minorile privilegia la finalità rieducativa della pena e il percorso di crescita del minore, prevedendo anche la possibilità di ricorrere a misure diverse dal carcere. Per una condanna a una pena non superiore a tre anni, il giudice può disporre la sospensione condizionale della pena, se vi sono i presupposti. Quando invece la pena da eseguire non supera i quattro anni, può essere concesso l’affidamento in prova al servizio sociale, nell'ambito di un percorso educativo e di recupero. Le misure applicabili dipendono comunque dalle condizioni previste dalla legge e dalla valutazione del caso concreto.
In corso l'identificazione degli altri responsabili
Prosegue intanto il lavoro degli inquirenti per l'identificazione di altri autori delle violenze, attraverso le analisi delle immagini degli scontri e dei vandalismi, ma anche dei profili social e delle chat. Verrà anche aperto un fascicolo per le stesse ipotesi di reato per arrivare, poi, eventualmente più avanti ad altri arresti con ordinanze di custodia cautelare, come avvenuto per casi simili.
I primi interrogatori
I primi interrogatori dei maggiorenni si sono svolti ieri nel carcere di San Vittore, in particolare quelli dei cinque arrestati del 17 ottobre che nel corso dei disordini erano divisi in due gruppi. Intanto, uno dei giovani, bloccato mentre si trovava in piazza Duomo e poi arrestato, sostiene di “non c'entrare nulla con gli scontri” e che era “là per la manifestazione 'Italia in piazza'”.
Oggi gli interrogatori dei minorenni
Sono attesi per oggi, all'Istituto Beccaria, gli interrogatori dei primi 11 minorenni arrestati. Nel frattempo, la Procura minorile ha inviato inviare al gip le prime richieste di convalida e di misura cautelare per i minori, che in totale, assieme ai 23 già bloccati nelle scorse ore, fanno salire in numero degli arresti a 34. Il dato potrebbe aumentare, visto che sono in corso attività investigative.
Pm: “Azioni distruttive di rara violenza”
Negli atti, la Procura ha definito gli scontri “azioni distruttive di rara violenza”. I maggiorenni "hanno dato prova di una assoluta disinvoltura ad improvvisare azioni distruttive di rara violenza", mostrando "una significativa capacità criminale" e una incapacità di "autocontrollo", ha scritto la Procura chiedendo la convalida dell'arresto e la misura del carcere per alcuni dei 5 giovani. Uno di questi, secondo quanto emerge dalle carte, sarebbe entrato in azione con il volto coperto da un passamontagna raffigurante il volto di un noto calciatore.
Pm: "Senza remore sono tornati a scatenare disordini"
Secondo la Procura, i responsabili non hanno avuto "alcuna remora nell'adoperare violenza, nell'aderire ai disordini di piazza e nel riproporre i medesimi comportamenti avvenuti solo un giorno prima ad opera" di altri. In una contestazione di devastazione e saccheggio, si legge che uno degli arrestati, dopo aver sfondato le vetrine di un negozio di un marchio famoso di abbigliamento sportivo, avrebbe usato "spranghe e altri oggetti" per poi rubare, insieme ad altri ragazzi, un'enorme "quantità di merce esposta". Nella fuga avrebbe poi colpito con "una gomitata al volto" un ispettore di polizia.
Ieri i negozi chiusi
Intanto a Milano alcuni negozi del nel quadrilatero della moda sono rimasti chiusi un'intera giornata per paura di possibili nuovi disordini. In via Montenapoleone, serrande abbassate per diversi marchi, tra cui Chanel, Hermès e Pomellato. In via Monti, Goyard ha affisso un cartello per informare la clientela che, "date le manifestazioni, rimarremo chiusi". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha visitato nelle scorse ore, con il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, alcuni dei negozi devastati dalla guerriglia. "Azioni e scene inaccettabili e ingiustificabili”, ha detto il primo cittadino.
Danni da un milione di euro
Intanto, sale la conta dei danni per gli esercizi commerciali milanesi. "Dal mezzo milione di ieri mattina siamo a circa 1 milione”, ha spiegato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano. “Ma il tema è un altro, il mancato incasso per le attività che hanno dovuto chiudere e per le disdette che si iniziano a registrare, soprattutto da parte di stranieri", ha aggiunto, precisando che quello che è accaduto ha portato già "diverse disdette" a ristoranti ed hotel, "perché le persone hanno paura”. Nella conta dei danni c'è anche “il danno di immagine per Milano".
Dispegati a Milano 500 militari
Il vertice straordinario sull'ordine pubblico e la sicurezza ha previsto il "dispiegamento di 500 militari per rafforzare il presidio della città e contrastare le azioni di guerriglia", ha spiegato la sottosegretaria alla Difesa, Isabella Rauti, con delega all'operazione "Strade Sicure". Il Consiglio dei ministri invece "esaminerà un nuovo decreto legge per rafforzare gli strumenti di contrasto alla violenza ed alla 'guerriglia urbana'", ha ribadito.