Introduzione
Continua la mobilitazione degli studenti in Italia. Da Torino a Firenze e Roma, fino a Cosenza, la mobilitazione prosegue con l'occupazione di nuovi istituti, mentre ragazzi e ragazze rilanciano le loro richieste su edilizia scolastica, finanziamenti all'istruzione pubblica e spese militari. A Roma è stata occupata questa mattina la sede centrale del liceo Montessori. A Firenze, dopo l'occupazione del liceo scientifico Gramsci, sono state annunciate analoghe proteste anche in un'altra decina di istituti.
Quello che devi sapere
Gli istituti occupati a Roma
Tra le scuole occupate nella Capitale, anche l'istituto Giorgio Ambrosoli di Centocelle “contro il Governo Meloni e le pessime condizioni in cui si trovano le scuole di questo Paese”, affermano gli studenti. Bloccato anche il liceo scientifico statale Plinio Seniore a Castro Pretorio, il liceo scientifico Morgagni a Monteverde e lo scientifico Gullace in zona Tuscolana-Don Bosco. Si registrano proteste anche all'istituto Rossellini a Ostiense.
Occupato a Roma il liceo Montessori
Le sede centrale del liceo Montessori a Roma è stata occupata questa mattina. Secondo un sondaggio di Skuola.net, il 33% degli studenti delle superiori, circa un terzo, sta partecipando attivamente alle proteste studentesche di questi giorni. Il sondaggio, effettuato su un campione di 1.500 alunni delle classi superiori, evidenzia anche che il 56% condividono “abbastanza” se non “completamente” i motivi delle manifestazioni.
Studenti: "Basta scuole che cadono a pezzi"
“Non ne possiamo più di scuole che cadono a pezzi mentre il governo continua a investire soldi nell'industria bellica", ribadiscono gli studenti, citati dal Corriere. "Le manifestazioni oceaniche di venerdì 16 sono state solo una tappa di un intenso autunno di lotta che passa per le scuole occupate e che vedrà nel 30 ottobre la giornata di sciopero generale in cui lavoratori e studenti scenderanno in piazza insieme e bloccheranno il Paese”, aggiungono.
La mobilitazione a Firenze
La mobilitazione riguarda anche Firenze. Oltre al liceo scientifico Gramsci, sono stati occupati anche gli istituti Alberti-Dante, Castelnuovo, Da Vinci, Duca d'Aosta, Galileo-Michelangiolo, Machiavelli-Capponi, Meucci, Pascoli, Peano, Porta Romana e Rodolico. "Abbiamo deciso di bloccare le nostre scuole in segno di protesta di fronte a un governo che 'prioritizza' la guerra a discapito dell'istruzione", si legge in un comunicato firmato dagli Studenti occupanti di Firenze.
La protesta degli studenti fiorentini
Nella nota, gli studenti fiorentini ricordano i "tagli al sistema scolastico per circa 620 milioni di euro nel triennio 2026-2028", con conseguenze "evidenti e dirette" su sicurezza e qualità dell'istruzione. E ancora, "aule che si allagano ogni volta che piove, l'assenza o l'inadeguatezza dei materiali scolastici, le infestazioni di insetti, ratti e muffa negli istituti, che mettono a repentaglio l'igiene e a rischio la salute di chi vive la scuola, le tubature malfunzionanti, i termosifoni e i sistemi di raffreddamento mancanti o danneggiati, la precarietà dei docenti e la carenza di personale, l'inaccessibilità degli edifici per persone con disabilità, e le strutture fatiscenti che cadono a pezzi".
Le ragioni della protesta
Oltre alle condizioni delle aule, la mobilitazione riguarda i provvedimenti del governo come il tetto massimo agli studenti stranieri, il ddl Valditara sull'educazione sessuoaffettiva e l'alternanza scuola lavoro. Gli studenti hanno poi ribadito che “la protesta andrà avanti” con una serie di richieste, tra cui l'aumento della spesa dedicata all'istruzione e la messa in sicurezza e manutenzione degli edifici, taglio ai fondi investiti nel riarmo e nella guerra, l'abolizione del tetto massimo di studenti stranieri per classe, progetti di educazione sessuoaffettiva in tutte le scuole, presidiati da esperti nel settore e l'abolizione dei percorsi di Formazione scuola lavoro.
Le occupazioni a Bologna
Continua l'ondata di proteste negli istituti superiori di Bologna. Questa mattina è stata occupata dagli studenti la succursale del liceo Minghetti. Anche in questo caso l'azione è stata annunciata sui social. In una storia su Instagram, il collettivo di studenti ha annunciato la chiusura dell'accesso di Via Stradellaccio. Sui portoni è stato affisso uno striscione con scritto: "Mingo in blocco contro guerra e carovita".
La mobilitazione a Cosenza
La protesta studentesca sta paralizzando Cosenza, dove i giovani sono scesi in piazza per contestare i tagli all'istruzione e il costo ritenuto esorbitante dei libri di testo. Alla mobilitazione partecipano rappresentanze degli istituti "Brutium", "Valentini" e "Da Vinci", insieme a numerosi studenti giunti individualmente da altri plessi del territorio. Nel corso della manifestazione ai ragazzi si è unita anche una rappresentanza di autotrasportatori e agricoltori presenti sul territorio, nell'intento di unificare le vertenze per attirare con maggiore forza l'attenzione delle istituzioni sulle criticità del settore e sul caro vita.
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Le proteste a Torino
Dopo un precedente tentativo, è stato occupato ieri l'Istituto Paolo Boselli a Torino. Occupati nelle scorse ore anche i seguenti istituti torinesi: il liceo scientifico statale Alessandro Volta, l'ISS Jacopo Beccari, l'IIS Giolitti e il liceo scientifo Gobetti. A Rivoli si contano l'istituto Giulio Natta, l'istituto Oscar Romero e l'istituto Charles Darwin, dove sono apparsi striscioni e cartelli retti dagli studenti: “Più scuola, meno decreti”.
Osa: "La lotta continua"
In una nota, l'Opposizione Studentesca d'Alternativa (Osa) ha espresso "massima solidarietà agli studenti e alle studentesse del liceo Morgagni". Dopo lo sciopero studentesco del 16 ottobre "la lotta continua". "Queste occupazioni si inseriscono in una lotta più ampia contro la scuola-caserma e contro le politiche imperialiste e razziste di questo governo. Sono lotte che nascono dal malcontento crescente tra gli studenti, che vivono ogni giorno in una scuola fatta di repressione, strutture fatiscenti, carenze strutturali, razzismo, sfruttamento. Mentre gli istituti cadono a pezzi e il diritto allo studio viene progressivamente smantellato, le risorse pubbliche vengono sottratte alla scuola per essere destinate al riarmo e alla militarizzazione", affermano ancora gli studenti.