Si va verso la richiesta di rinvio a giudizio per il 38enne accusato dell'omicidio di Chiara Poggi. “Spero si faccia piena luce nelle prove favorevoli non depositate”, ha confidato intanto Alberto Stasi alla sua avvocata riferendosi ai test negativi circa il dna della vittima sul pedale della sua bici. Ora può credere nella revisione del processo. “Non ho mai analizzato le tracce genetiche trovate sulla bicicletta”, dice il genetista e ufficiale dell'Arma Giorgio Portera
La Procura di Pavia ha chiuso le indagini per il delitto di Garlasco. Per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007, l’unico indagato è Andrea Sempio. "Quello che vi posso dire è che mio figlio con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente", continua a ribadire Daniela Ferrari, la mamma di Sempio, intervistata dal Tg3. "Aspettiamo come aspettiamo tutti noi, ma a noi non interessa perché mio figlio è innocente. L'unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo".
Nuove intercettazioni negli atti dell'inchiesta su Sempio
Nei nuovi atti dell'inchiesta della Procura di Pavia, a carico di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi ci sono anche una serie di intercettazioni ambientali, che non erano state depositate con la prima conclusione delle indagini notificata l'8 maggio. Da quanto si è saputo, uno dei temi al centro delle nuove captazioni sul commesso 38enne e i suoi familiari riguardano sempre temi già emersi nei mesi scorsi, come le prime indagini del 2016-2017 a suo carico e che vennero archiviate. Intercettazioni che si aggiungono a tutte le consulenze, note e relazioni i cui esiti sono stati riassunti dal procuratore Fabio Napoleone in un lungo comunicato stampa. E alle testimonianze degli ex del Ris che si occuparono delle indagini scientifiche e soprattutto della questione del Dna sui pedali.
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L'ex Ris Portera: “Non ho analizzato il dna sulla bici”
Giorgio Portera, genetista e ufficiale in congedo dell'Arma, ascoltato dalla Procura di Pavia nella nuova indagine, ha detto: "Non ho eseguito personalmente l'analisi genetica del campione né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il mio servizio al Ris di Parma”. Un chiarimento arrivato dopo la nota in cui il procuratore Napoleone ha messo nero su bianco gli elementi delle consulenze, inclusa una consulenza presentata dalla difesa di Alberto Stasi, condannato per il delitto, che lavorando su dati grezzi ottenuti dalla Procura di Pavia nel novembre 2025, ha evidenziato che due "contro-analisi" del 20 settembre 2007 avevano stabilito che non era dna di Chiara quello sui pedali della bici bordeaux, la prima sequestrata. Sulla questione è tornato anche l'ex comandante del Ris Luciano Garofano. "Credo ciecamente nell'onestà dei miei collaboratori”, ha assicurato. "Nessun complotto" c'è stato e questo lo dimostra l'andamento processuale.
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Stasi: “Sulle prove del Ris va fatta piena luce”
Oltre alla conclusione della nuova inchiesta su Sempio, per il quale si prepara entro fine anno la richiesta di processo, sono aperti almeno altri due filoni principali. Il primo trasmesso da Brescia, dopo l'archiviazione dell'ex procuratore Venditti, e che scava sul ruolo dei carabinieri che seguirono le indagini del 2016-2017. Il secondo sull'operato degli investigatori del Ris nel 2007, che non avrebbero depositato prove favorevoli, quelle sul dna sui pedali, ad Alberto Stasi, che punta proprio su questo "elemento centrale" per la revisione e chiede che venga fatta "piena luce sulle responsabilità”. La sua legale storica, Giada Bocellari, depositerà alla Corte d'Appello di Brescia l'istanza per cancellare la condanna definitiva a 16 anni "il prima possibile”.
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Cosa farà Sempio
I legali di Andrea Sempio intanto valutano le prossime mosse: hanno 20 giorni per depositare altre consulenze, alle quali stanno già lavorando con i loro esperti, e prepararsi alla probabile richiesta di rinvio a giudizio. Rispetto al 415 bis notificato lo scorso 6 maggio, sostiene la difesa del 38enne, nelle 18 pagine del nuovo avviso di conclusione delle indagini l'imputazione non è cambiata. Sulla questione del dna sui pedali delle bici, la tesi è quella sostenuta anche dai consulenti della famiglia Poggi. "Non si tratta di dati successivi all'ottenimento del profilo genetico chiaro e inconfutabile di Chiara Poggi, ma di dati acquisiti precedentemente e poi rivalutati e studiati", sostiene il genetista Marzio Capra.
Legale di Sempio: "Crediamo che ci sarà un rinvio a giudizio"
"Non ci sono elementi che possano giustificare il rinvio a giudizio di Andrea Sempio. Tuttavia crediamo che ci sarà, anche per il clima mediatico che si è creato. Ma non temiamo nulla, perché quando uno lavora seriamente ed è nella verità delle cose, non deve temere nulla", ha dichiarato l'avvocato Angela Taccia, uno dei legali di Andrea Sempio. "Lui in questo momento ha un atteggiamento rassegnato, ma è un rassegnato fiducioso, perché si fida del suo team difensivo". Riguardo alla possibilità che Sempio accetti di farsi sentire dalla Procura, l'avvocato Taccia ha spiegato: "Non ho ancora ritirato gli atti e quindi non lo so. E comunque la questione non è solo se farlo sentire o no: potrebbe anche rendere dichiarazioni spontanee. Vedremo l'evolversi della situazione, giorno per giorno".
Legale di Sempio: "Il suo piede non può essere entrato in quelle scarpe"
"La nostra convinzione è che il piede di Sempio non può essere entrato nelle scarpe che hanno prodotto quelle impronte. In una scarpa più larga può entrare un piede più corto e più snello, e non viceversa", ha sostenuto oggi l'avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori di Andrea Sempio. Un'affermazione che si oppone a quanto sostenuto dalla Procura, che nel comunicato diffuso lunedì ha spiegato che gli accertamenti condotti "non consentono di sostenere l'esistenza di un'incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa" lasciata dall'assassino nella villa di via Pascoli.