Nell'ambito della decisione è stato segnalato come una specifica commissione di docenti elaborerà i test, che dovranno poi essere approvati dal Consiglio stesso. La prova orale del prossimo concorso si svolgerà, di fatto, anche con la presenza dei medesimi test
Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, con sole sei astensioni, ha approvato ufficialmente la delibera che prevede l'introduzione dei test psicoattitudinali per i magistrati. La legge che li prevede era già stata varata due anni fa.
I test e le condizioni di inidoneità
Nell'ambito della decisione è stato segnalato come una specifica commissione di docenti elaborerà i test, che dovranno poi essere approvati dal Consiglio stesso. La prova orale del prossimo concorso si svolgerà, di fatto, anche con la presenza dei medesimi test. La delibera ha anche segnalato l'individuazione delle condizioni d'inidoneità allo svolgimento delle funzioni giudiziarie con riferimento a 5 aree, ovvero quella cognitiva, quella emotiva, quella relazionale, quella etico-valoriale e, infine, quella organizzativa. "Punto di partenza, per la futura elaborazione dei test, è proprio l'individuazione di quelle condizioni di inidoneità a cui il legislatore fa riferimento e all'accertamento delle quali i test dovranno essere finalizzati", è stato sottolineato nella delibera.
I requisiti psicoattitudinali
Grazie al supporto di quattro esperti in materia, il plenum del Csm ha dunque individuato le condizioni di inidoneità per "ciascuna delle aree a cui si ritiene debbano ricondursi i requisiti psicoattitudinali degli aspiranti magistrati". Dalla delibera è emerso anche che una "grave carenza" relativa alle "specifiche aree psico-attitudinali" e alle "capacità e caratteristiche a esse riconducibili", può tradursi "in comportamenti non funzionali a un adeguato esercizio della funzione giudiziaria e costituisce, pertanto, un elemento rilevante ai fini della valutazione dell'inidoneità, da approfondire e verificare nell'ambito del colloquio".
Le specifiche emerse nella delibera
Sempre in riferimento ai "requisiti psicoattitudinali essenziali", per quanto riguarda l'area cognitiva, i requisiti indicati dal Csm sono quelli inerenti il "ragionamento analitico", il "pensiero critico-inferenziale", la "presa di decisione" e il "problem solving", mentre sul fronte di quella emotiva, il Csm ha messo in evidenza l'"equilibrio emotivo", la "gestione dello stress" e l'"autocontrollo". Inoltre, nel documento approvato si parla anche di "area relazionale", con i requisiti della "comprensione empatica", della "capacità di ascolto e comunicazione efficace" e della "collaborazione e lavoro di squadra". Rispetto all'area etico-valoriale sono stati ricondotti i requisiti psicoattitudinali dell'"equità" e dell'"autonomia di giudizio". Infine, ecco l'area organizzativa, per la quale viene individuata come "condizione di inidoneità" la "grave carenza nella capacità di organizzazione del lavoro e di gestione del tempo".