11 settembre, 25 anni dopo: lo speciale
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Papa: "Solo il perdono può vincere l'odio". E ricorda l'11 settembre: "Rinnovare la pace"

Cronaca

Nell'Angelus odierno il Pontefice ha commentato le parole del vangelo di Matteo e ha esortato a spezzare la catena d'odio che alimenta conflitti e violenze

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Ancora una volta, Papa Leone XIV ha chiesto di seguire la via della pace e di spezzare la catena d’odio che alimenta conflitti, divisioni e guerre. “Solo il perdono libera e riporta la luce, anche là dove la povertà materiale e morale dell'uomo, per un momento, ha reso cupo l'orizzonte e incerto il cammino”: l’appello dell’Angelus di oggi è arrivato forte e chiaro ai fedeli in piazza San Pietro, riuniti sul sagrato per ascoltare le parole di Papa Prevost che ha ricordato l'impegno di perseguire la pace anche nel ricordo dell'11 settembre 2001.

Le parole di Leone XIV sul vangelo di Matteo

Commentando il brano di Matteo in cui Pietro domanda quante volte sia necessario perdonare, il Pontefice ha ricordato che Gesù spinge i suoi discepoli ben oltre ogni calcolo umano. “Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”, ha citato il Papa, spiegando che il perdono cristiano è “oltre ogni limite, senza misura”. Leone XIV ha sottolineato che il perdono non rappresenta un gesto di debolezza ma la condizione indispensabile per costruire una convivenza autenticamente umana. “Dono e perdono sono alla base della nostra esistenza. Tutto ci è dato da Dio per puro amore e nessuno di noi può dirsi perfetto nel rispondere a tanta bontà. Per questo la gratuità, che è fonte della nostra stessa vita, è anche la regola migliore per il nostro stare insieme”.

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Il potere del perdono in un mondo segnato dalle violenze

Ciò che manca nel mondo di oggi è la mancanza di misericordia, ha continuato il Papa da San Pietro. “Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi, nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie, scatenano le guerre”. Per guarire le ferite del mondo contemporaneo serve un vento benefico capace di dissipare le tenebre.  “Il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole”, ha detto Prevost, una metafora scelta per dare speranza nei rapporti personali ma anche come conforto per i popoli segnati dalla violenza. Ricordando l'esperienza dell'apostolo Pietro, che rinnegò Gesù durante la Passione, il Papa ha evidenziato come Cristo Risorto non abbia risposto con il rimprovero ma con una domanda d'amore: “Simone, mi ami?” seguita dall'invito "Seguimi!", quasi nulla fosse accaduto. "Questa carità, che dimentica e guarisce, segnerà per il primo degli Apostoli la conferma della sua missione", ha osservato.

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Il ricordo dell'11 settembre

"Il ricordo del tragico avvenimento dei 25 anni fa ci spinge a rinnovare il nostro impegno per la pace. Anzitutto con la preghiera che affidiamo all'intercessione della Vergine Maria", si è avviato a conclusione il Papa Leone, ricordando gli attentati terroristici alle Torri Gemelle dell'11 settembre. "Oggi", ha detto il Pontefice americano in inglese, "ricorre il 25esimo anniversario degli attentati terroristici dell'11 settembre negli Stati Uniti d'America. Rinnovo le mie preghiere per coloro che hanno perso la vita e per quanti portano ancora su di sè le ferite di quel tragico giorno. In un momento in cui conflitti e violenze colpiscono così tanti nostri fratelli e sorelle, invito tutti a pregare affinchè il Signore doni la pace al mondo".

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La preghiera a Maria

Poi, un messaggio alla Vergine Maria, invocandola come Madre di Misericordia. "Chiediamo alla Vergine Maria che ci aiuti a perdonare, sempre, anche quando è difficile fare il primo passo, e a diffondere, con coraggio e costanza, la luce serena e risanante dell'amore che vince l'odio e disarma ogni rancore”.

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