Bitonto, violenze sulla madre: 11enne chiama il 112 e fa arrestare il padre

Cronaca
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La vicenda emerge dagli atti dell'inchiesta che ha portato all'arresto di un 38enne accusato di maltrattamenti in famiglia. Il gip del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha convalidato l'arresto e disposto per l'uomo la custodia cautelare in carcere. La vicenda risale al 31 agosto scorso

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Una vicenda di violenze domestiche conclusa grazie alla prontezza e al coraggio di un 11enne. Questo quanto successo a Bitonto, in provincia di Bari, dove a fermare un'ennesima aggressione su una donna è stato il figlio della vittima, prima intervenendo fisicamente per sottrarre la madre alla presa del padre, poi prendendo il telefono e chiamando il 112. La vicenda emerge dagli atti dell'inchiesta che ha portato all'arresto di un 38enne di Bitonto, accusato di maltrattamenti in famiglia. Il gip del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha convalidato l'arresto e disposto per l'uomo la custodia cautelare in carcere.

La richiesta d'aiuto del minore

L'intervento dei carabinieri risale alllo scorso 31 agosto. In quella circostanza, dall'abitazione della coppia coinvolta era arrivata la richiesta d'aiuto del figlio minore che aveva riferito che il padre stava picchiando la madre. 

Le violenze in famiglia

Quando i militari erano intervenuti sul posto, l'uomo si era allontanato ma è stato rintracciato successivamente in un'altra zona di Bitonto e arrestato. Stando alla ricostruzione contenuta nel provvedimento, il 31 agosto scorso la donna sarebbe stata colpita con schiaffi e pugni. Dopo essersi rifugiata nella camera dei figli, sarebbe stata raggiunta dal marito, che l'avrebbe afferrata da dietro stringendole un braccio attorno al collo. Sarebbe stato proprio il figlio 11enne della coppia a bloccare il padre e a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. La denuncia formalizzata, in un secondo momento, dalla donna ha fatto trapelare un quadro che, secondo l'accusa, non sarebbe solamente stato limitato all'episodio del 31 agosto. Le tensioni sarebbero iniziate almeno qualche mese prima e sarebbero progressivamente peggiorate. La vittima stessa ha riferito di precedenti aggressioni fisiche e verbali, minacce e danneggiamenti, collegando il cambiamento nel comportamento del marito anche all'uso di cocaina.

L'udienza di convalida

Durante l'udienza di convalida il 38enne si è poi avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha ritenuto concreto e attuale il pericolo di reiterazione delle condotte e non adeguate le misure meno afflittive, disponendo così la custodia cautelare in carcere. 

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