Turisti fuori controllo, dai selfie con i cervi ai vandali dei bivacchi: cosa succede

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Spesso, quando si è in vacanza, ci si rilassa un po’ troppo e ci si dimentica di chi e cosa ci circonda. Soprattutto quando si è immersi nella natura, l’entusiasmo di vedere animali poco noti in città o il desiderio di fare picnic sui prati, fa passare in secondo piano il rispetto per l’ambiente e la fauna che ci abita. Ecco che i turisti si avvicinano eccessivamente a specie selvatiche rischiando una reazione aggressiva dell’esemplare oppure bivaccano senza fare attenzione ai rifiuti che vengono lasciati in giro. Diversi casi di comportamenti inappropriati sono stati segnalati in molte località turistiche, in particolare di montagna.

Quello che devi sapere

I comportamenti molesti dei turisti

Dai selfie faccia a faccia con i cervi ai soccorsi utilizzati come taxi, dalle file chilometriche per assaggiare i krapfen sulle Dolomiti ai vandali dei bivacchi in montagna, questa estate si sono susseguite notizie di turisti che si sono fatti conoscere per il mancato rispetto per la natura o per il totale disinteresse verso le regole basilari di comportamento in luoghi di villeggiatura, dal mare alle vette di Alpi e Appennini. Le amministrazioni comunali stanno correnso ai ripari firmando ordinanze ed elevando sanzioni, ma gli episodi di turisti maleducati continuano a spopolare su stampa e social.

 

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Il selfie col cervo sul lago di Scanno

Uno degli ultimi casi è accaduto a Scanno, il borgo abruzzese noto per il suo lago a forma di cuore. Qui molte persone fanno escursioni anche per ascoltare il verso dei cervi nella stagione dell’amore oppure semplicemente per avvistarli, data l’ampia presenza di questi animali nell’area. Un turista, recentemente, si è avvicinato troppo a un esemplare maschio ed è stato aggredito. L’uomo, come si vede dai video sui social, si è avvicinato fino a toccare l'animale selvatico, già circondato da una calca di villeggianti di tutte le età, anche bambini. A quel punto l'animale l’ha caricato facendolo finire a terra, illeso.

 

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L’ordinanza del comune di Scanno

A seguito dell’episodio, il comune di Scanno ha intenzione di emanare un'ordinanza per scongiurare l'avvicinamento dei turisti agli animali selvatici. “Siamo un paese che si è sempre distinto per la coesistenza con l'animale selvatico: dovremmo sensibilizzare anche il turista, non solo per tutelarne l'incolumità ma anche per favorire la conservazione e la coesistenza", sha detto il sindaco, Giovanni Mastrogiovanni. Intanto il cervo verrà trasferito in una zona più lontana dalle aree turistiche. 

 

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Il 112 al posto del taxi in Trentino

In Trentino Alto Adige, invece, a fine luglio il Soccorso Alpino è stato costretto a lanciare un appello alla responsabilità nei confronti degli escursionisti. Alcuni di loro erano arrivati a chiamare il 112 perché, in mancanza di taxi, non sapevano come tornare in hotel. Una "marcata inesperienza", come era stata definita, alimentata spesso dalla vetrina dei social sui percorsi in montagna. 

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Le file chilometriche e gli atti vandalici

La corsa allo scatto “instagrammabile” ha poi creato file chilometriche in un rifugio a 2.300 metri d'altezza tra la Val di Fassa e la Val Gardena a causa di centinaia di escursionisti a caccia del krapfen. Il 23 agosto, invece, in alcuni bivacchi delle Marmarole, gruppo delle Dolomiti bellunesi, sono state strappate tutte le pagine dei libri, i quaderni dove gli ospiti possono lasciare una firma o un pensiero. A Cortina è in vigore già da qualche giorno l'ordinanza contro i turisti maleducati: previste multe fino a 500 euro per bivacchi, pranzi al sacco sulle scalinate, e abbigliamento non consono.

Il cimitero di guerra trasformato in zona picnic

A Granezza, nel comune di Lusiana Conco, sull'Altopiano di Asiago, una residente ha denunciato, con tanto di fotografia, come il cimitero di guerra inglese sia stato trasformato in un’area per fare un picnic con una coppia che ha steso la tovaglia sul prato e si è svestita per bivaccare e prendere il sole, totalmente non curante dell’importanza storica e della sacralità di quel luogo. 

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Turisti in infradito sulle Dolomiti

Diversi turisti arrivano in montagna in infradito e, addirittura, si fermano a prendere il sole sulla piazzole d’atterraggio dell’elicottero di soccorso. È accaduto sulle Dolomiti Bellunesi, quando un elicottero del Suem 118 diretto a soccorrere una persona in difficoltà ha dovuto rallentare le operazioni perché sulla piazzola di un rifugio c'era un gruppo di escursionisti sdraiato a prendere il sole, totalmente indifferente alla H dipinta a terra. 

Spiagge diventate posacenere e furti di sabbia

Anche al mare non mancano comportamenti maleducati con le spiagge trasformate in posacenere e bottiglie, lattine e plastica abbandonate in giro. C’è poi chi, al posti di raccogliere i propri rifiuti, decide di portare via sabbia, ciottoli e conchiglie da aree protette, come fossero souvenir. Soltanto all'aeroporto di Olbia Costa Smeralda, negli ultimi due anni, Enac e Corpo forestale hanno intercettato circa quattro tonnellate di materiale sottratto alle spiagge sarde. 

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Il gommone vietato all'Asinara

Diversi anche i casi di turisti che ignorano i divieti di accesso ad aree protette. Come quello sanzionato dai carabinieri dopo essere entrato con un gommone dotato di motore fuoribordo nelle acque di Cala Barche Napoletane, nell’Area marina protetta dell’Asinara, in Sardegna. La zona rientra nella Zona B, dove è vietato il transito delle imbarcazioni a motore.

 

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