Lo speciale sull'incendio di Crans Montana
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Crans Montana, Leonardo Bove: “Ho visto sfuggire la mia vita, non voglio più perderla”

Cronaca
©Ansa

Il 16enne, uno dei giovani italiani rimasti gravemente feriti nel rogo di Capodanno, è stato dimesso a luglio dall’ospedale Niguarda. I Moretti, indagati per incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi, “dovrebbero prendersi le loro responsabilità”, ha detto il ragazzo all’Ansa, aggiungendo che a Crans non vuole più tornarci, “lo voglio cancellare dalla mia vita"

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“Ho visto sfuggire la mia vita una notte e non voglio più perderla”. Leonardo Bove, a più di otto mesi dalla strage di Crans Montana in cui ha rischiato di morire e ha perso alcuni amici, sta pian piano ricominciando a vivere. Il 16enne era tra gli italiani rimasti gravemente feriti nel rogo di Capodanno nel quale sono decedute 40 persone. Ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano con il 50 per cento di ustioni sul corpo, è stato dimesso il 18 luglio dopo oltre sei mesi di convalescenza tra operazioni, sedute laser e riabilitazioni. Parlando all’Ansa, Bove ha commentato la posizione dei coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation e indagati con le accuse di incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi. "Sui Moretti non penso niente, non mi interessano, mi interessa solo la mia vita”, ha detto il ragazzo. "Dico solo che dovrebbero prendersi le loro responsabilità, sono un uomo e una donna adulta: si sono presi la responsabilità di aprire un locale, devono prendersi la responsabilità anche per quello che è successo", ha sottolineato, aggiungendo che a Crans Montana, non tornerà mai più: “Lo voglio cancellare dalla mia vita".

Leonardo Bove dopo le dimissioni dal Niguarda - ©Ansa

Genitori Leonardo: “Sui Moretti dolore incredibile”

Parole più dure sui Moretti arrivano invece dai genitori di Leonardo Bove. "Siamo indignati soprattutto per quanto successo in questo periodo, lui è in carcere solo ora”, ha detto all’Ansa la mamma del 16enne, Loretta Arapi. Jacques Moretti, come ricordato dalla signora Bove, si trova ora in carcere con l'accusa di violenze domestiche contro la moglie Jessica. “È un dolore incredibile che i Moretti abbiano dato così poco peso a tutti i ragazzi che non ci sono più e a tutti i ragazzi che stanno lottando in tutte le condizioni. Per noi è assurdo, sono senza parole". Finché il ragazzo è stato ricoverato in ospedale, le energie dei genitori erano concentrate solo su di lui ma ora, ha sottolineato la donna, “ho una rabbia, ce l'avevo un pochino anche prima ma ero troppo preoccupata per mio figlio e abbiamo letto e guardato poco. Adesso non ci posso credere". 

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I coniugi Bove hanno espresso un pesante giudizio anche sul sindaco di Crans Montana Nicolas Féraud, anche lui indagato nell'inchiesta sul rogo al locale. "Credo sia una delle persone più viscide che abbiamo incontrato, con questa faccia.., non abbiamo neanche capito se avesse delle emozioni”, ha commentato la mamma di Lorenzo. “Noi eravamo lì disperati, genitori che avevano appena saputo che il loro figlio non c'era più, noi abbiamo vissuto la disperazione, e io non lo auguro davvero a nessuno, tra pianti e silenzi. E quest'uomo era lì, impassibile. Davvero ci siamo chiesti 'ma noi con chi abbiamo a che fare?'. E da lì abbiamo capito come andrà il processo, perché lui è intoccabile". Poi la chiosa del padre, Gabriele Bove: "Spero nella giustizia ma ho forti dubbi, sembra che giustizia sia una parola che fa quasi sorridere in quel Cantone che ha una legge tutta sua particolare".

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