La rottura dell'osso ioide e altri segni sul collo della donna sono compatibili con la dinamica già ipotizzata dagli inquirenti. Ieri sera una manifestazione a Camponogara: circa quattrocento persone sono scese in piazza contro la violenza sulle donne. Terrin aveva denunciato più volte Keber, già segnalato in passato anche da altre ex compagne
Tania Terrin è morta strangolata. È quanto emerge dai primi esiti dell’autopsia sul corpo della donna, uccisa a Ferragosto nella sua abitazione a Camponogara, nel Veneziano, dall’ex compagno Dino Keber che si è poi tolto la vita. L’esame è stato eseguito dal professor Claudio Terranova dell'Università di Padova, incaricato dalla procura di Venezia: il medico legale ha constatato la rottura dell'osso ioide del collo, compatibile con la dinamica già ipotizzata dagli investigatori. Sul collo della 39enne sono stati trovati anche altri segni ed escoriazioni. Ora il medico legale ha 30 giorni per depositare la relazione sull'autopsia.
Ministero Giustizia “Nessuna iniziativa intrapresa”
Intanto il ministero della Giustizia ha fatto sapere che “il caso, nella sua gravità, è oggetto di valutazione, ma che nessuna iniziativa è stata intrapresa". La precisazione arriva dopo la notizia emersa ieri secondo la quale il dicastero di via Arenula stava valutando l’invio di alcuni ispettori alla procura di Venezia “per capire cosa non abbia funzionato", come aveva annunciato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni. Il femminicidio di Tania Terrin fa sorgere infatti alcune domande se si tiene conto che la stessa donna aveva già denunciato il suo assassino in passato e che contro Dino Keber erano state presentate querele in passato anche da altre quattro donne, ex compagne dell’uomo.
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Le iniziative istituzionali
Di fronte all'emergenza, le istituzioni e il mondo ecclesiale cercano di dare risposte concrete. Come riporta La Stampa, a Venezia, l'assessora alle Pari opportunità Linda Damiano ha stabilito che il progetto educativo "Senza violenza" verrà portato negli asili nido e nei circoli sportivi e culturali. Contemporaneamente giunge una presa di posizione della Chiesa: in una lettera pastorale, il vicepresidente della Cei monsignor Francesco Savino ammette le colpe storiche di una predicazione che per secoli ha chiesto sottomissione e sopportazione alle donne, dichiarando quel capitolo definitivamente chiuso.
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Manifestazione "per fare rumore"
Ieri sera oltre 400 persone si sono riunite per manifestare contro la violenza sulle donne. "Facciamo rumore perché il silenzio protegge chi fa del male. Facciamo rete perché solo insieme possiamo proteggere chi ha bisogno. Amiche, sorelle, compagne di banco, conoscenti... denunciamo". A questo grido hanno sfilato per le strade di Camponogara, nel Veneziano, facendo rumore in ricordo di Tania Terrin: chi con i fischietti, chi con le chiavi, chi battendo i piedi sulla pedana in acciaio allestita per la Sagra dell'Assunta
L'appello della madre di Tania
Marella Forner, madre di Tania, ha affidato ai social un messaggio netto: "Se non sai come funziona un legame traumatico, non puoi giudicare una donna che non denuncia". Il giorno prima aveva parlato alle donne intrappolate nella violenza: "Scappate, mollate tutto: casa, lavoro, affetti. Solo così riuscirete a salvarvi".