Dall'esame autoptico è emerso che a causare il decesso della 46enne sarebbero stati i traumi e le numerose ferite inferti. Secondo la gip., Forastefano sarebbe stata uccisa con "inaudita e spropositata violenza"
Ornella Forastefano è morta per vasti traumi e numerose lesioni. A rivelarlo è stata l'autopsia eseguita sul corpo della donna di 46 anni, picchiata e uccisa nel Cosentino, poi lasciata nella notte davanti all'ospedale di Trebisacce. Secondo l'esame autoptico, effettuato dall'equipe di medicina legale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, a causare il decesso sarebbero stati i traumi e le numerose ferite inferti. Sul corpo della vittima sono stati effettuati anche esami radiologici per approfondire l'entità delle lesioni, i cui risultati saranno resi noti nei prossimi giorni. I funerali di Forastefano si svolgeranno domani, 21 agosto, a Sibari, mentre il sindaco di Trebisacce ha proclamato il lutto cittadino.
Fermato il compagno
Intanto, per il femminicidio di Forastefano è detenuto in carcere il compagno, Elvis Metvelaj, 42enne di nazionalità albanese, dopo che il Gip di Bari ha convalidato il fermo operato dai carabinieri della Compagnia di Cassano all'Ionio insieme al Nucleo Investigativo del Reparto operativo di Cosenza. Dopo la morte della donna, il 42enne è stato fermato dalla polizia di frontiera nel porto di Bari mentre cercava di tornare nel suo Paese. L'uomo si è difeso sostenendo che la compagna fosse caduta dalle scale. Ora gli atti sono tornati ai magistrati che dovranno proseguire le indagini.
Gip: “Uccisa con inaudita e spropositata violenza”
Come ha dichiarato la gip del Tribunale di Bari, la morte di Ornella Forastefano sarebbe stata “provocata da un'azione connotata da inaudita e spropositata violenza, da sicuro accanimento e da una sovrabbondanza di gesti lesivi in suo danno". Nel provvedimento con cui la gip ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere del compagno della vittima, viene ricostruita la vicenda. Secondo la giudice, il femminicidio sarebbe avvenuto come “espressione di prevaricazione, controllo e possesso della persona offesa in quanto donna". Per quanto riguarda il luogo, la gip ritiene che il delitto sia stato commesso “in un bosco o in campagna per la presenza di terriccio e fogliame secco nei capelli” della vittima.