Questa mattina una cerimonia ha ricordato le vittime del 14 agosto 2018. Presenti anche la sindaca Silvia Salis e il presidente della Regione, Marco Bucci. Alle 11.36, ora in cui il pilone della struttura crollò portando via 200 metri di strada, si è osservato un minuto di silenzio
L’imperativo è che non accada più perché il dolore provocato dal crollo del Ponte Morandi è una ferita non ancora rimarginata. Il 14 agosto di otto anni fa Genova veniva colpita al cuore, in uno dei suoi luoghi simbolici e frequentati della città. Una pagina dolorosa non solo per i cittadini, non solo per i liguri ma per l’intera Italia. Nell’anniversario della tragedia, oggi il capoluogo ligure ricorda le 43 vittime che persero la vita nel crollo del Ponte: la commemorazione, promossa dal Comune di Genova, vede anche la partecipazione del Comitato Parenti vittime del Ponte Morandi. Alle 10.45 è iniziata la cerimonia alla presenza della sindaca, Silvia Salis, del prefetto, Cinzia Torraco, del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci e del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, con delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle 11.36, momento in cui cominciò il crollo della struttura, si è osservato un minuto di silenzio.
Le parole del ministro della Pubblica amministrazione
"La data del 14 agosto ci ricorda un dolore che non dimenticheremo mai. Il crollo del Ponte Morandi ha rappresentato una ferita profondissima per l'Italia, ma per me ha anche il volto della mia città natale, Genova, colpita nel suo cuore e nella sua comunità. In quel giorno abbiamo perso 43 vite innocenti, molte famiglie sono state spezzate e migliaia di persone hanno visto cambiare per sempre la propria esistenza", ha affermato, in una nota, il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
"Ma accanto alla memoria c'è anche una lezione che Genova ha saputo offrire all'intero Paese. I genovesi hanno dimostrato ancora una volta di possedere una forza silenziosa e straordinaria: quella di non spezzarsi mai, di rialzarsi anche nei momenti più difficili e di trasformare una tragedia in un esempio di ricostruzione e speranza", ha aggiunto Zangrillo.
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Le parole di Salis e Bucci
“C’è un prima e un dopo il 14 agosto 2018: è una tragedia che ha segnato uno spartiacque nella storia della nostra città e continuerà ad essere così. Il nostro compito, come istituzioni, è tenere viva la memoria”, ha commentato la sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha presenziato alla mostra fotografica in memoria della tragedia.
Anche Marco Bucci, il presidente della Liguria, ha dichiarato che "Queste sono date che rimangono scolpite, come tante altre nella storia, e certamente questa è una data che rimane scolpita a Genova e nel cuore di quelli che l'hanno vissuta. Nessuno vuole dimenticare le 43 vittime, nessuno vuole dimenticare le 600 persone che sono state sfollate e tutte le altre imprese e i cittadini che hanno sofferto". Il governatore ha anche ricordato, rispondendo sui tempi della conclusione dei lavori del parco della Memoria, che quando lui era sindaco" alcune cose sono state fatte velocissime. Altre purtroppo sono state fermate da altri. Ma se non sbaglio abbiamo fatto il memoriale. E lo stesso vale per il Cerchio Rosso: noi abbiamo fatto i primi progetti e i primi stanziamenti. Ora non so dove sono finiti i 35 milioni per il Cerchio Rosso che erano stati stanziati. Da qualche parte saranno, ma sinceramente non lo so. Però ci sono".
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Il 14 agosto 2018
Il Ponte Morandi, molto più di un cavalcavia, molto più di un nodo di viabilità era parte dell’identità genovese. Inaugurato nel 1967 dal presidente Saragat, il ministro dei Lavori Pubblici Giacomo Mancini lo definì un simbolo dell’Italia che avanzava, “opera imponente e moderna che merita riconoscimento unanime per le sue caratteristiche ardite”.
Il 14 agosto del 2018, alle 11:36, uno dei tre piloni che sostenevano il ponte crollò trascinando con sé un tratto di strada lungo circa 200 metri. Il ponte era la principale via di uscita e di ingresso in città, il ponte autostradale di Genova per eccellenza, riconoscibile per la sua imponenza. Crollò sul torrente Polcevera, sui binari ferroviari sottostanti e sopra alcuni capannoni. Almeno una trentina di veicoli tra auto e camion si trovavano sul tratto crollato. In totale morirono 43 persone.
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Il processo
Vennero immediatamente avviate le indagini sul crollo del ponte, durate quasi quattro anni. Furono indagate 69 persone e le società ASPI e Spea Engineering. In una prima perizia del 2019 commissionata dalla procura, gli esperti attribuirono il crollo ad alcuni «difetti esecutivi» del progetto originale e alla mancata manutenzione della struttura. In una seconda perizia del 2020, commissionata sempre dalla procura, i periti scrissero che il crollo si sarebbe potuto evitare se i controlli e le manutenzioni del ponte fossero stati fatti in modo corretto.
Il processo di primo grado è iniziato il 7 luglio del 2022 e si è concluso il 16 luglio 2026, con la decisione del tribunale di Genova di condannare a 12 anni di carcere Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e principale imputato nel processo di primo grado. Gli imputati nel processo erano 57: le condanne sono state 32, per vari reati tra cui crollo colposo, omicidio colposo e omicidio stradale.