Una batteria al litio di una Toyota parcheggiata sarebbe la probabile causa dell’incendio divampato prima dell’alba in via Mauro Macchi, vicino alla Stazione Centrale di Milano. Le fiamme hanno coinvolto 13 vetture, cinque delle quali sono state completamente carbonizzate, e hanno reso necessaria l’evacuazione precauzionale di 130 persone da un albergo. I Vigili del Fuoco non hanno trovato tracce di accelerante, taniche o altri oggetti sospetti. Ecco le immagini.
I SOCCORSI SUL POSTO
- Un mezzo dei Vigili del Fuoco in via Mauro Macchi, nei pressi della Stazione Centrale di Milano, dopo l’incendio divampato intorno alle 5.30. Il rogo, inizialmente segnalato su tre auto, si è poi esteso lungo la strada.
FUMO SULL’EDIFICIO
- I segni del fumo sono visibili sulla facciata dell’edificio davanti alle auto distrutte. Per precauzione, 130 persone presenti in uno Starhotel sono state evacuate e hanno potuto fare rientro successivamente; non risultano feriti, mentre le indagini sono affidate alla Polizia di Stato.
AUTO DISTRUTTE
- Le vetture carbonizzate sono state isolate con il nastro di sicurezza dopo lo spegnimento delle fiamme. Complessivamente l’incendio ha coinvolto 13 auto: cinque sono andate completamente distrutte e altre otto sono rimaste danneggiate.
STRADA BLOCCATA
- Un mezzo della Polizia Locale di Milano chiude l’accesso a via Mauro Macchi mentre proseguono le operazioni nell’area interessata dall’incendio. Sullo sfondo sono visibili anche i carri attrezzi impiegati per la rimozione dei veicoli danneggiati.
RILIEVI SUL POSTO
- Una pattuglia della Polizia di Stato presidia la zona dove sono rimaste le vetture bruciate. Le indagini sono concentrate sull’origine del rogo, attribuita in via preliminare alla batteria al litio di una Toyota parcheggiata.
IPOTESI BATTERIA
- Gli accertamenti proseguono tra le carcasse delle auto coinvolte. Secondo una prima valutazione dei Vigili del Fuoco, non sarebbero emerse tracce di accelerante, taniche o altri oggetti sospetti.
VEICOLI IRRICONOSCIBILI
- Portiere divelte, abitacoli consumati dalle fiamme e detriti sull’asfalto mostrano l’intensità dell’incendio. Cinque delle 13 vetture coinvolte sono state completamente carbonizzate, mentre le altre otto hanno riportato danni.
CARCASSE TRANSENNATE
- Le auto distrutte restano delimitate dal nastro di sicurezza mentre vengono valutati i danni. Secondo la prima ipotesi dei Vigili del Fuoco, il rogo sarebbe stato innescato dalla batteria al litio di una Toyota parcheggiata.
DANNI DA CALORE
- Il dettaglio di una vettura rimasta coinvolta nell’incendio evidenzia i danni provocati dal calore, con il rivestimento esterno deformato e un vetro laterale frantumato. Le fiamme si sono propagate tra le auto parcheggiate lungo via Mauro Macchi.
PLASTICHE DEFORMATE
- Il calore ha deformato il faro e parte del paraurti anteriore di un’auto parcheggiata vicino al punto del rogo. Oltre alle cinque vetture carbonizzate, altre otto hanno riportato danni di diversa entità.
MANIGLIA DANNEGGIATA
- La sede della maniglia di una portiera appare bruciata e ricoperta da residui lasciati durante le operazioni di spegnimento. Il particolare documenta gli effetti delle alte temperature anche sui veicoli non completamente distrutti.
AVVISO DELLA QUESTURA
- Un avviso della Questura di Milano è stato lasciato sul parabrezza di una delle vetture presenti nell’area. Gli accertamenti sull’incendio sono affidati alla Polizia di Stato, mentre resta al vaglio l’ipotesi di un guasto alla batteria al litio.
FILA DI CARCASSE
- Cinque vetture completamente carbonizzate restano allineate davanti all’edificio annerito dal fumo. Il rogo si è propagato rapidamente tra i mezzi parcheggiati in via Mauro Macchi, coinvolgendone complessivamente 13.
COFANO DEFORMATO
- Il frontale di una delle auto distrutte appare completamente compromesso, con il cofano piegato e la carrozzeria consumata dalle fiamme. I rilievi dovranno chiarire l’esatta dinamica dell’incendio.
FACCIATA ANNERITA
- Le tracce del rogo sono visibili anche sulla parte bassa della facciata, sopra la fila di vetture distrutte. I fumi hanno raggiunto l’albergo vicino, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di 130 persone, poi rientrate nella struttura.
ABITACOLI DISTRUTTI
- Le strutture metalliche delle vetture sono rimaste esposte dopo che le fiamme hanno consumato rivestimenti, vetri e componenti interni. L’area continua a essere delimitata per consentire gli accertamenti sulle cause del rogo.
DETRITI SULL’ASFALTO
- Portiere staccate, parti di carrozzeria e residui carbonizzati occupano gli stalli lungo via Mauro Macchi. La violenza dell’incendio ha reso irriconoscibili alcune delle cinque auto distrutte.
AUTO DANNEGGIATA
- Il frontale di una vettura bianca mostra le conseguenze dell’esposizione al calore, con il paraurti deformato e il gruppo ottico compromesso. È uno degli otto mezzi che hanno riportato danni senza essere completamente carbonizzati.
PROPAGAZIONE DELLE FIAMME
- La successione delle carcasse documenta come il rogo si sia esteso da un’auto all’altra lungo la fila dei veicoli parcheggiati. Secondo la prima ipotesi dei Vigili del Fuoco, l’origine sarebbe collegata alla batteria al litio di una Toyota.
DANNI SU PIÙ FILE
- Le conseguenze dell’incendio interessano vetture con livelli di danneggiamento differenti, dalle carrozzerie annerite agli abitacoli completamente distrutti. Sul posto sono intervenuti anche tecnici e operatori incaricati della messa in sicurezza e della rimozione dei mezzi.