Crollo a Messina, estratto il corpo di una donna: si cercano ancora due dispersi

Cronaca

Recuperato tra le macerie della palazzina di Pistunina il corpo di Sara Leone: salgono a quattro le vittime. Sotto le macerie si cercano ancora Santino Magazzù e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya. In corso gli interrogatori dei tre indagati: due imprenditori e un ingegnere, familiare delle vittime. I magistrati vogliono chiarire le condizioni dell'edificio e i lavori di ristrutturazione previsti

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I soccorritori hanno estratto il corpo senza vita di di Sara Leone dalle macerie della palazzina crollata nel rione Pistunina di Messina. Con questo ritrovamento il bilancio della tragedia sale a quattro morti, mentre proseguono le ricerche degli ultimi due dispersi: il cognato Santino Magazzù e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya. Intanto sono in corso gli interrogatori dei tre indagati nell'inchiesta della Procura: un ingegnere, familiare delle vittime, e due imprenditori. L'ingegnere, familiare di alcune delle vittime, si è però avvalso della facoltà di non rispondere.

I vigili del fuoco restringono area di ricerca

Le operazioni di scavo tra le macerie non conoscono soste. I vigili del fuoco lavorano senza interruzioni per rintracciare le due persone ancora disperse e avrebbero individuato la zona in cui si troverebbero, anche se raggiungerla si sta rivelando complicato. "Continuiamo a scavare per trovare le persone che sono ancora disperse. Il lavoro è complesso, tutti i solai si sono adagiati l'uno sull'altro e non ci sono spazi liberi. Abbiamo raggiunto e ispezionato le tre vetture nel garage, al piano zero, con esito negativo", ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio. Grazie a squadre specializzate e unità cinofile, le ricerche si stanno concentrando in un perimetro sempre più ristretto. Al momento del crollo, i dispersi si trovavano negli appartamenti dell'ultimo piano. Le quattro vittime finora accertate sono l'imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell'immobile, recuperato venerdì, Rosa Leone e la giovane commessa Alessandra Frazzica, estratte senza vita sabato, e Sara Leone, sorella di Carmelo e di Rosa, recuperata nel pomeriggio.

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 L'ingegnere davanti ai pm non risponde

Il primo a essere convocato è stato l'ingegnere, che davanti ai magistrati si è avvalso della facoltà di non rispondere. Assistito dagli avvocati Sebastiano Campanella e Maurizio Di Silvestro, in questa fase ha scelto di non fornire elementi agli inquirenti. Secondo gli inquirenti, il professionista sarebbe stato incaricato dal proprietario dell'edificio, il 71enne Carmelo Leone, morto nel crollo; lui, però, nega di aver assunto il ruolo di coordinatore dei lavori. È ancora in corso l'interrogatorio di uno dei due imprenditori, mentre quello dell'altro è stato rinviato perché l'uomo è tuttora ricoverato in ospedale. I tre sono iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Le audizioni, condotte davanti alle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, si concentrano sulle condizioni dell'edificio e sui lavori in programma.

"Sentivamo vibrazioni nei giorni prima"

Un nuovo elemento arriva dalla testimonianza della titolare del negozio distrutto nel crollo, una cittadina cinese assistita dall'avvocato Pietro Venuti. Secondo il legale, la commerciante e i suoi dipendenti avrebbero avvertito vibrazioni costanti nei giorni precedenti al cedimento e ne avrebbero dato comunicazione alla proprietà dello stabile, ricevendo però rassicurazioni. "So, perché ce lo ha riferito la nostra assistita, che sentivano delle vibrazioni che erano costanti nei giorni precedenti e hanno dato comunicazione alla proprietà del palazzo, però erano stati rassicurati", ha dichiarato Venuti, che insieme al collega Fabrizio Donato assiste la famiglia titolare dell'attività. La proprietaria, spiega il legale, si è detta disponibile a essere ascoltata dall'autorità giudiziaria per ricostruire i momenti che hanno preceduto il crollo.

L'avvocato ha ricostruito anche gli istanti del cedimento: "Appena hanno percepito i primi movimenti c'erano due o tre clienti all'interno dell'attività ma erano vicini all'uscita e si sono salvati. La titolare è fuggita, cosa che non ha potuto fare la dipendente. Al momento del crollo non c'è stato tempo di comunicare con i commessi". La commessa che ha perso la vita, ha aggiunto, era anche un'amica della proprietaria. La famiglia, che ha perso l'intera attività, chiederà un risarcimento.

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